Dagli USA

Obama. Si dimette il consigliere per l'ambiente Van Jones. Per lui il 9/11 fu un complotto del governo

di Emanuele Ricciardi

06-09-2009



WASHINGTON. Si è dimesso Van Jones, il consigliere del presidente degli Stati Uniti Barack Obama per le questioni ambientali, dopo il polverone sollevato dalla scoperta di alcuni scheletri nell'armadio come la convinzione che gli attacchi dell'11/9 furono frutto di un complotto governativo.

L'annuncio delle dimissioni di Jones, un nero dalle posizioni piuttosto radicali, è stato fatto dalla Casa Bianca ad un'ora decisamente inconsueta: poco dopo la mezzanotte di sabato, nel bel mezzo del ponte del Labor Day che segna la fine dell'estate. Annunci imbarazzanti come questo vengono generalmente fatti di venerdì pomeriggio, per tentare di passare (quasi) inosservati.

Un quotidiano attento come ‘The Politico' sottolinea l'urgenza del gesto presidenziale, verificatosi poco prima del ritorno di Obama alla Casa Bianca dopo una breve vacanza, e soprattutto a pochi giorni dal suo discorso al Congresso di mercoledì, per ottenere l'appoggio - bipartisan, se possibile - alla riforma sanitaria in cantiere.

Accettando immediatamente le dimissioni di Jones, Obama ha voluto evitare il ripetersi di critiche come quelle che gli erano state rivolte durante la campagna elettorale. Cioé l'appoggio di un pastore radicale come il reverendo Jeremiah Wright o le relazioni che aveva avuto in passato con l'attivista William Ayers, che la destra considera un pericoloso terrorista.

Verosimilmente, l'inquilino della Casa Bianca ha voluto temperare le critiche che gli stanno venendo dai repubblicani, in un momento in cui la sua popolarità (o almeno quella delle sue scelte politiche) sta calando. Per tali ragioni, Obama sembra avere fatto marcia indietro, almeno parzialmente, sulla riforma della sanità. L'obiettivo è renderla più accettabile ai repubblicani, irritati inoltre da un suo intervento pubblico annunciato per martedì e destinato alle scuole, in apertura dell'anno scolastico.

Il presidente è pronto a mantenere, pur ammorbidendola, la cosiddetta "opzione pubblica", ma non si opporrà se verrà bocciata dal Congresso. Lo hanno indicato ai talk show domenicali due tra i suoi più stretti consiglieri, David Axelrod e Robert Gibbs, il portavoce della Casa Bianca.

Il presidente continua a sostenere che un'assicurazione pubblica in concorrenza con quelle private è la scelta giusta, ma non porrà veto se il Congresso farà una scelta diversa. Axelrod ha detto alla Nbc di essere "convinto che avremo un riforma di ampio respiro", e che l'ipotesi di un piano assicurativo pubblico in concorrenza con i programmi privati è un punto importante della riforma prospettata, anche se non ne costituisce il fulcro.

Alla Abc Gibbs ha spiegato che Obama, nel suo inconsueto intervento a Camere riunite mercoledì prossimo "metterà una serie di paletti", confermando che il presidente rimane favorevole all'opzione pubblica. Il portavoce ha invece glissato sull'ipotesi di un veto presidenziale in caso di riforma senza l'opzione pubblica, limitandosi a dire che Obama non intende ventilare una minaccia di questo tipo a Capitol Hill nel suo intervento di metà settimana.

Secondo le anticipazioni di The Politico, oltre a voler personalmente mantenere l'opzione pubblica (cara ai più progressisti), l'inquilino della Casa Bianca intende fare una serie di gesti nei confronti dell'opposizione repubblicana, convinto che una riforma anche se morbida, sia meglio di una bocciatura, come accadde nel 1994 ai tempi di Bill Clinton presidente. Una bocciatura che potrebbe costargli addirittura la rielezione, temono alla Casa Bianca.

 

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