Cultura

Cinema. Mostra a Roma su Sergio Leone. L’omaggio al re del Western

15-10-2009

ROMA. Roma rende omaggio al re dei western. A ottant'anni dalla nascita ed a vent'anni dalla sua scomparsa, il Festival internazionale del film di Roma ricorda il regista Sergio Leone che con la pellicola "C'era una volta in America,  rappresentò un certo tipo di italoamericani.

E' stata inaugurata, ieri, una mostra-evento dal titolo " Sergio Leone, uno sguardo inedito". All'incontro, in onore del regista, erano presenti: la famiglia Leone, il compositore e premio Oscar Ennio Morricone che ha trasformato le emozioni, trasmesse dalle immagini dei film di Leone in note musicali, e da Dante Ferretti e Francesca lo Schiavo, anche loro più volte premiati con la prestigiosa statuetta hollywoodiana e membri dell'Academy che hanno contribuito, con la loro creatività, alla realizzazione della mostra.

Un via vai di personaggi e gente comune ha invaso il grande garage dell'auditorium, dove dal 15 al 23 ottobre, si svolge il Festival cinematografico, sotto lo sguardo misterioso del dipinto che raffigura il regista, creato dalla figlia Francesca. In una penombra, suddivisa in tre serie di proiezioni, sono state allestiti vari spazi, con fotografie provenienti dagli archivi della famiglia Leone, dalla cineteca di Bologna e dal centro sperimentale di fotografie. Le immagini sono accompagnate dalla voce del regista.

A rendere sorprendente, il grande allestimento visivo, affiancato dalla musica di Morricone,  è l'opera realizzata dallo scenografo Dante Ferretti, insieme a Francesco Lo Schiavo, un grande scrigno che aprendosi fa balzare fuori le pellicole cinematografiche con gli spezzoni dei film di Leone, montate seguendo alcune figure ricorrenti della sua poetica e con le immagini  dei grandi attori protagonisti dei suoi film, da Clint Eastwood a Gian Maria Volontè.

"Solitamente - commenta il premio Oscar Dante Ferretti - le mostre vengono rappresentate con  arredi dei vari set o oggetti appartenuti al personaggio, ma io ho voluto lasciar spazio a qualcosa, che a mio parere, raffigura maggiormente il grande regista: immagini e suoni, ma anche le pellicole dei suoi film che schizzano fuori da una grande cassa-scrigno. Mi sembra il modo migliore per ricordare il grande Leone".

Tanti premi Oscar presenti all'evento hanno inevitabilmente portato i visitatori, a parlare della possibilità di partecipazione del film Baària, diretto da Giuseppe Tornatore, alla prossima edizione degli Oscar.

"La decisione spetterà alla giuria - precisa Ferretti - il film di Tornatore, mi ha emozionato, facendomi ricordare la mia giovinezza in provincia, ma aspettiamo di capire se, anche sottotitolato, riuscirà a trasmettere le stesse emozioni alla giuria. Attendiamo - continua - il responso, Baària potrebbe essere in nomination agli Oscar, ma deve superare il primo verdetto dell'Academy".

Dante  Ferretti e Francesca Lo schiavo, sono dei veterani della grande kermesse hollywoodiana, ma per questa stagione, si limiteranno ad osservare il grande evento.

"La crisi economica ha colpito anche il cinema americano  - precisa Ferretti -.  Non saremo in nomination, anche se, abbiamo lavorato ad una splendida pellicola " Shutter Island" diretta da Martin Scorsese. La produzione ha preferito fare uscire il film nelle sale a febbraio 2010, perché la promozione della pellicola, nel periodo degli Oscar, sarebbe stata troppo costosa".

Inevitabili, durante l'incontro dedicato a Sergio Leone, i paragoni tra il cinema ai tempi del grande regista scomparso e l'attuale cinema italiano.

"Quello di Leone - dice Francesca Lo Schiavo - era un cinema epico che ha rivoluzionato il western, ma anche le attuali pellicole cinematografiche, seppur differenti da quelle di Sergio Leone, racchiudono la qualità".

Nove nominations per Ferretti e sette per Francesca lo Schiavo, numeri destinati ad aumentare, vista la qualità dei film scelti e il lavoro minuzioso fatto dai due artisti sui vari set.

"E' bello avere le nominations - sottolinea Ferretti - ma a volte, quando non si vince, diventa fastidioso e bisogna giustificarsi, perché tutti ti chiedono la motivazione della mancata vittoria".

Sempre ieri, al Festival internazionale del cinema di Roma, sono state inaugurate altre due mostre di grande spessore: l'anteprima mondiale dell'esposizione del pittore Antonio Ligabue, all'interno del museo archeologico dell'auditorium e il progetto "Cape Farewell: art and climate change" realizzato da un gruppo di artisti vissuti in Groenlandia.

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