Economia

Consorzi agrari d'Italia. Il Made in Italy a tavola costerà di meno

18-10-2009

CERNOBBIO (Como). La nuova holding dei ‘Consorzi agrari d'Italia' va in aiuto degli agricoltori, afflitti dalla discesa dei prezzi alla produzione e dalla mancanza di potere contrattuale e farà anche un favore alla famiglie che spenderanno meno, comprando i prodotti tipici direttamente dai produttori. È questa la ‘mission' del nuovo colosso consortile promosso da Coldiretti, secondo quanto spiega all'Ansa il presidente dell'organizzazione agricola, Sergio Marini, che venerdì e sabato ha fatto il padrone di casa nel Forum internazionale su alimentazione e agricoltura organizzato a Villa d'Este a Cernobbio. "Noi ci stiamo sempre più proponendo non solo come organizzazione agricola - osserva Marini - ma come organizzazione che rappresenta tutta la filiera e quindi il cibo.

Di qui l'idea di una holding che unisse, con la sua rete, i vantaggi organizzativi della Grande distribuzione con i vantaggi economici della vendita diretta e comprendesse dai farmer's market, alle imprese agricole, ai consorzi, alle società di scopo che al loro interno possono prevedere le cooperative, nonché i soggetti della distribuzione, compresa la Gdo, la Grande distribuzione organizzata, che noi vorremmo avere alleata". "Sicuramente con questa iniziativa si potràavere una filiera agroalimentare tutta italiana che garantirà il vero made in Italy al miglior rapporto qualità-prezzo".

Ieri, nella giornata conclusiva del Forum a cui è intervenuto il ministro del welfare Maurizio Sacconi, è giunto dall'Antitrust un importante riconoscimento ai vantaggi economici di comprare frutta e verdure nei mercati rionali o direttamente dal contadino, nella considerazione che la frutta al supermercato costa di più, per effetto della frammentazione della filiera.

"La Gdo se vuole accordarsi con la nostra nuova holding deve stare alle regole - osserva Marini - Credo che sia suo interesse essere nostra alleata ed offrire al consumatore vero Made in Italy di qualità". Alla luce della nuova realtà consortile promossa da Coldiretti che porterà alla creazione di una rete di servizi di tipo tecnico-commerciale, finanziario, logistico ma anche nel campo delle nuove energie agricole, i consorzi potranno diventare trasformatori e chi produce grano, per esempio, avrà il sostegno per diventare in proprio un produttore di pasta.

 

"In genere - nota Marini - per tutti i prodotti agroalimentari ci potrà essere una valorizzazione più marcata del marchio proposto dal produttore, favorendo il potere contrattuale e possibilmente anche la trasformazione e la commercializzazione del prodotto". A chi lamenta che la nuova holding guarda poco al Sud, e ha nell'Abruzzo il suo estremo avamposto verso il Mezzogiorno, Marini ribatte: "Il fatto è che i consorzi agrari sono praticamente assenti nel Meridione ma è interesse nostro, come delle regioni del Sud, che questa realtà prenda piede attraverso la costituzione di nuovi consorzi da aggregare in rete". "Credo che il ritorno alla rete dei consorzi agrari sia una decisione molto importante", è il parere del ministro Sacconi nel ricordare il precedente "tra luci e ombre" di Federconsorzi, schiacciato dal crack nel '91. ‘'Ma le luci sono state molte - sottolinea il ministro - Era un tempo nel quale erano più accettate forme di sussidio anche improprie, ma non possiamo non riconoscere la grande funzione che hanno avuto le reti per la crescita della nostra economia agricola e della nostra società". Al Forum sono intervenute anche le associazioni dei consumatori e per il presidente dell' Adusbef, Elio Lannutti, la nuova holding "rappresenta un'opportunità, a parte che si superino i rilievi Antitrust e non diventi un carrozzone come è stato Federconsorzi".

 

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