Dal Mondo

Trattato UE. Il Presidente ceco finalmente cede e firmerà

18-10-2009

VIENNA. Finalmente, dopo avere tenuto per mesi l'Europa sulle spine, dopo innumerevoli tentativi di dissuaderlo, e dopo una fustigata del predecessore Vaclav Havel, il presidente ceco Vaclav Klaus ha annunciato che non potrà rifiutarsi ancora di firmare il Trattato Ue, e che lo firmerà.

Nella sua teatrale ostinazione, Klaus era rimasto l'ultimo ostacolo alla ratifica del Trattato di Lisbona in Europa o, come dicono i suoi (tanti) fautori nella Repubblica ceca, l'ultimo baluardo del fronte del no al documento europeo. In una conferenza stampa giovedì scorso, Havel aveva dato a Klaus dell'irresponsabile per il suo rifiuto di firmare.

In un intervista ieri al quotidiano Lidove Noviny, Klaus ha detto che non potrà aspettare fino alle elezioni britanniche in primavera per firmare. Stando ai media britannici, il leader conservatore David Cameron aveva di recente assicurato in una lettera a Klaus che se il suo partito, come probabile, vincerà le elezioni, indirà un referendum sul Trattato per respingerlo.

"Non posso e non voglio aspettare le elezioni britanniche", ha detto Klaus aggiungendo che per farlo esse dovrebbero tenersi "nei prossimi giorni o settimane".

Il treno è partito troppo presto ed è andato troppo avanti. "È impossibile fermarlo o farlo tornare indietro sebbene molti se lo augurerebbero", ha detto aggiungendo: "Tuttavia, anche se (il Trattato) dovesse entrare in vigore, non significherà la fine della storia". Negli ultimi giorni numerosi dirigenti europei avevano fatto pressioni su Klaus per persuaderlo a firmare.

La Repubblica ceca, nonostante il sì di entrambi i rami del Parlamento, è l' unico Paese Ue a non avere ancora ratificato, per colpa di Klaus, il Trattato di Lisbona. Un recente sondaggio nel Paese indicava che il 65% dei cechi appoggia Klaus nel suo rifiuto di firmare ed il 74% è contrario a sue ipotetiche dimissioni.  La settimana scorsa, Klaus aveva chiesto una deroga per Praga dalla Carta fondamentale dei diritti del Trattato onde prevenire eventuali richieste di restituzioni da parte dei tre milioni di tedeschi dei Sudeti espulsi ed espropriati di tutti i beni dalla Cecoslovacchia nel 1945.

Il Consiglio Ue del 29-30 ottobre esaminerà la richiesta. Nell'intervista a Lidove Noviny, Klaus precisa per la prima volta di non pretendere che la clausola ceca sia ratificata da tutti gli stati Ue. Prima della richiesta della deroga, Klaus aveva sempre detto che avrebbe firmato solo dopo il secondo referendum irlandese (chiusosi con un sì) e la nuova sentenza (attesa prossimamente) della Corte costituzionale ceca su un secondo ricorso contro il Trattato.

 

In una conferenza stampa sui 20 anni della svolta democratica, Havel, acerrimo nemico di Klaus, aveva definito "irresponsbile" il suo rifiuto di firmare. Così facendo "danneggia la Repubblica ceca e mostra che non ha capito la nostra Costituzione", aveva attaccato Havel, coscienza morale del Paese.

 

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