Cultura

L'intervista. Gilliam: "Berlusconi più divertente di Brown"

di Mary Giuffré

18-10-2009

ROMA. Parnassus sbarca al Festival internazionale del film di Roma col suo carrozzone immaginario. È stato presentato, ieri, alla kermesse capitolina, il nuovo film di Terry Gilliam "The imaginarium of doctor Parnassus". Applausi in sala, per la pellicola ricca di effetti speciali, l'ultima fatica a cui ha preso parte l'attore Heath Ledger, prima di morire prematuramente.

Ledger è famoso per le sue interpretazioni in "I segreti di Brokeback mountain" per cui ha preso l'Oscar e il ruolo di Jocker in "Batman".

Parnassus, interpretato da Christopher Plummer, ha il dono di riuscire a realizzare i sogni del pubblico, grazie al magico specchio dell' imaginarium che li proietta in mondi diversi. Mai scendere a patti col diavolo. È la morale tramessa dal film di Gilliams.

L'immortalità in cambio della figlia Valentina (Lily Cole) è l'accordo tra Parnassus e Lucifero, ma il diavolo, deve fare i conti con il misterioso Tony, inizialmente interpretato da Ledger, ma dopo la scomparsa dell'attore, un cambio della sceneggiatura, ha portato il regista ad alternare il volto di Tony, con quello di Johnny Depp, Jude Law e Colin Farrell.

Terry Gilliam, il regista americano di Minneapolis, noto per aver diretto diverse pellicole di successo, come: "I fratelli Grimm e l'incantevole strega", "L'esercito delle 12 scimmie" e "La leggenda del re pescatore", racconta il percorso di Parnassus.

Quali sono i suoi ricordi di Heath Ledger sul set?

"Mi piaceva guardarlo lavorare, perchè a volte, bastava che facesse un gesto, per insegnarmi qualcosa. Lui era coraggioso, correva i suoi rischi, improvvisando le scene".

Quale è stata l'ultima frase detta sul set, di Ledger? È vero che dietro c'è un  aneddoto?

"Sì. La sua ultima frase è stata: non sparate al messaggero. Incredibilmente, Johnny Depp, dopo la morte di Ledger, ha iniziato le riprese con questa frase, mi aveva chiesto di improvvisare, senza leggere il copione, ma non sapeva che erano state le ultime parole di Heath, sul set".

Nei suoi film, a volte, vengono fatti riferimenti ironici alla politica, trae spunto dalla realtà?

"A volte. Avete un Primo Ministro, Berlusconi, che balla e canta e quando lo vedo mi fa sempre ridere. Gordon Brown, in Inghilterra, è molto più noioso".

Dopo Ledger, si sono susseguiti tre attori diversi: come li ha scelti?

"Erano suoi amici. Questo per me era importante. Lo conoscevano bene e ne capivano lo spirito".

È stato difficile cambiare la sceneggiatura a riprese già iniziate?

"Complicato, infatti, ci siamo fermati per tre settimane. Ma dopo, ho trovato la soluzione, solo che Depp, Law e Farrell erano impegnati e ci abbiamo messo più tempo a finire di girare".

A che punto sono i suoi prossimi lavori: "The man who killed Don Quixote" e "Zero Theorem"?

"Ho riscritto la sceneggiatura di Don Quixote, ma il ruolo non sarà di Depp, perchè è impegnato, mentre il secondo film l'ho momentaneamente abbandonato. È una bella sceneggiatura ma non ho il tempo per portarlo avanti".

Monica Bellucci, Lily Cole e tante altre belle attrici. Come sceglie le protagoniste femminili?

"Anche gli uomini anziani, come me, amano le belle donne".

I suoi film sono frutto di un'incredibile fantasia, come stimola la creatività, attraverso la lettura? Se sì, quali autori legge?

"Sì leggo molto, attualmente sono alle prese con un volume che per quanto è grande, forse, durerà per tutta la vita, si tratta di David Foster Wallace ed il titolo è Infinite Jest. Comunque leggo di tutto, biografie e anche romanzi. Purtroppo dopo averli letti dimentico alcuni dettagli, ecco perchè tengo i volumi sempre a portata di mano, per verificare ciò che non ricordo".

In Parnassus ci sono più effetti speciali del solito?

"No, erano di più quelli usati nel film I fratelli Grimm e l'incantevole strega. In Parnassus ho utilizzato effetti speciali, alternandoli con i modellini. Nella scena del tempio, infatti, è stato riprodotto il santuario con un modellino".

Da anni, ormai, non usava più fare lo storyboard per la sceneggiatura, ma in Parnassus ha ripreso questa abitudine: cosa l'ha portata a tornare alle origini, con una sceneggiatura disegnata?

"Ho voluto far finta di essere un giovane cineasta. È una sorta di magia. Abbiamo iniziato a fare la sceneggiatura e poi io ho preso la scena ed iniziato a disegnare. Mi sono reso conto che con lo storyboard tutto cambia, quindi diventa come una sorta di magia".

Terry Gilliam ci lascia con un sorriso sarcastico, molto simile a quello del Dottor Parnassus, il personaggio del film. Il regista, forse per via del suo passato da attore, sembra quasi uscito dall'immaginario di uno dei suoi film.

 

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