Cultura

Stefania Sandrelli sensuale e maternal. L'attrice racconta il suo esordio alla regia e la sua vita sul set

di Mary Giuffré

20-10-2009

ROMA. Stefania Sandrelli debutta alla regia con "Christine Cristina" al Festival internazionale del film di Roma. E' la storia di Cristina da Pizzano, una figura esemplare per la letteratura. Nel ruolo da protagonista Amanda, la figlia della Sandrelli. Cristina, italiana di nascita, ma vissuta in Francia, fu la prima donna a vivere soltanto grazie alla propria penna.

L'attrice, nota al grande pubblico, per aver lavorato sotto la direzione di grandi registi come Bernardo Bertolucci, Ettore Scola, Mario Monicelli e Pietro Germi, in pellicole come "Sedotta e abbandonata" e "Divorzio all'italiana", è passata dietro la macchina da presa, per un'esperienza, che secondo la Sandrelli stessa, sarà la prima e l'ultima.

Intrigante come nei film di Germi, materna come ne "L'ultimo bacio" di Muccino, sensuale come ne "La chiave". Appare ancora così, Stefania Sandrelli, malgrado la sua età, over sessanta.

Stupisce la grinta e il temperamento in una donna che, come lei, riesce a dosare la giusta carica di femminilità e l'indipendenza verso un mondo, quello del cinema, che le appartiene dal 1961.

Stefania Sandrelli racconta la sua esperienza alla regia e la sua vita sul set.

Ha lavorato con i principali registi italiani in pellicole che sono entrate di diritto nella storia del cinema italiano, esportate in varie Nazioni: qual è il suo rapporto con l'America? Sogna un set internazionale?

"I miei film hanno avuto la fortuna di essere presentati in America ed io non ho mai avuto il bisogno di entrare nel mercato statunitense da star. Non mi interessa lavorare negli Stati Uniti, preferisco arrivarci con un buon cinema italiano".

E' alla sua prima esperienza di regia con Christine Cristina: c'è un regista americano che stima?

"Sì, Woody Allen. Mi piacciono i suoi film. In realtà non amo le pellicole lunghe, mi annoiano. Quando vado al cinema preferisco vedere cose veloci. Ci sono parecchi registi che apprezzo, ma a volte, penso che mi piacerebbe risarcire i soldi agli spettatori, quando vedono pessimi film".

Come giudica la sua esperienza dietro la macchina da presa?

"Sono una curiosa e tenace, ma fino all'ultimo giorno non credevo di farcela. Una bella avventura, ma credo che resterà l'unica. Mi sento fortunata perché ho avuto tutti gli attori che avevo scelto fin dall'inizio. Ero partita con un film tutto italiano, ma dopo, mi hanno parlato di coproduzioni, così ho cominciato a spaziare, avevo anche pensato a Gérard Depardieu, ma lui voleva occuparsi di tutto, così sono tornata alla mia primaria idea, ovvero, fare un piccolo film italiano, riuscendo a chiudere il cerchio con tutti gli attori che desideravo. Questo è un progetto anziano che risale a 4 anni fa".

Cristina da Pizzano è sicuramente un grande personaggio che non tutti però conoscono: com'è nata l'idea di raccontare la sua storia?

"Era il periodo natalizio e mi trovavo in giro per i regali. Mi sono fermata davanti alla vetrina di una libreria ed ho visto la copertina del libro. Mi ha affascinata e dopo averlo letto ho pensato che sarebbe stato bello vederlo riprodotto sul grande schermo. Credo di aver fiuto. Questo mi ha portata fin qui, dal 1961. Forse non sono una brava attrice, ma sicuramente, sono una scimmietta fiutatrice".

E' un'attrice a tutto tondo, ma possiamo definirla una regista esordiente?

"Ho delle credenziali vere, ma non mi sento, anche per ragioni di età, una regista esordiente. Sono contenta di essere riuscita a dire la mia facendo questo film".

Lei è molto materna, come ha fatto a distinguere, sul set, il ruolo di madre e regista, dirigendo sua figlia Amanda?

"E' stato facile, mi sono comportata da regista e lei da attrice, anche se ogni tanto, le correvo dietro con un bicchiere di spremuta d'arancia...".

Non si è preoccupata delle critiche che avrebbe ricevuto, scegliendo sua figlia nel ruolo da protagonista?

"Inizialmente ero preoccupata, ma ora mi sento liberata. Perché Amanda è perfetta nel ruolo di Cristina e vedendola nel film, molti saranno d'accordo con me".

Come ha affrontato la parte tecnica che è tipica, insieme alla creatività, del lavoro di un regista? Non ha avuto delle difficoltà?

"Ho fatto tutto in presa diretta ed abbiamo fatto il montaggio quadro dopo quadro. A volte, dietro al monitor della regia, mi lasciavo andare a grandi risate, mentre altre volte, piangevo senza neanche accorgermene, con calde lacrime. E' stato faticoso, ma divertente. La mia regia è sembrata quella di un direttore di una banda, più che di un'orchestra".

Perché non si è ritagliata uno spazio, come attrice, all'interno del film?

"Non c'era un ruolo per me, potevo ritagliarmi una piccola parte, ma non ne ho avuto il tempo. Un giorno mi sono vista in una ripresa nel backstage, sembravo una pazza, perché lavoravo tutto il giorno e non mi preoccupavo di apparire in ordine".

E' un film al femminile, cosa pensa del rapporto uomo-donna in ambienti lavorativi?

"Gli uomini dovrebbero far camminare le donne davanti, ma nel 2009 è già difficile farle camminare alla pari".

Lei ha fatto tanta gavetta e oggi, i giovani, non sono abituati a seguire le strade lecite per giungere al successo: qual è la sua opinione, nell'epoca delle veline e delle escort?

"Il cinema è bello perché vario, quindi anche nella vita facessero quello che gli pare. E' il dio quattrino che cambia la storia...".

Cristina Da Pizzano è stata una donna battagliera: lei, nella sua carriera, ha fatto tante battaglie?

"Io, da piccola donna, mi sono battuta molto per il cinema, ho fatto talmente tanti round. Ho fatto il cinema dei colonnelli e per fortuna non c'erano i colonnelli a Palazzo Chigi".

Sta lavorando ad un nuovo film?

"Adesso farò un film con Carlo Mazzacurati, inizio domani. Il titolo è "La passione" e quando ho letto la sceneggiatura ho pensato che era bellissima. Sono la sindachessa di un piccolo paesino toscano, sono una donna agguerrita e addirittura ricatto un tizio che deve pagare una multa, per avere il ruolo in una recita".

C'è ancora un ruolo che le piacerebbe interpretare?

"Mi sento un'attrice appagata. Sono una donna che ama le sorprese".

 

 

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