Cultura

Festival di Roma. Intervista con un vampiro. La scenaggiatrice di Twilight racconta la sua esperienza

23-10-2009

ROMA. "Twilight", "New Moon" sbarca al Festival del Film di Roma.

La saga di successo, che narra l'amore tra Bella, una comune mortale, e Edward, un vampiro, tratta dai romanzi di Stephanie Meyer, al primo posto per 52 settimane nella classifica del New York Times, è stata presentata in anteprima alla kermesse romana.

Un estratto di circa quindici minuti, più che sufficienti per verificare la qualità di questo secondo prodotto, destinato a replicare il successo del primo episodio, è stato presentato, ieri, a Roma.

La storia dei due innamorati subisce una triste evoluzione, portando Bella ed Edward alla separazione, ma ci sarà l'ingresso trionfante della famiglia dei volturi, ovvero la mafia dei vampiri, coloro che hanno il compito di far rispettare le regole.

All'anteprima capitolina erano presenti tre attori che rappresentano i nuovi arrivati: nei ruoli di Demetri, Alec e Caius, rispettivamente Charlie Bewley, il sedicenne Cameron Bright e Jamie Campbell Bower che vedremo anche nel nuovo film di Harry Potter.

Ad accompagnare i tre giovani è stata la sceneggiatrice dei due episodi: Melissa Rosenberg.

L'autrice dello script ci racconta il lavoro all'interno di una saga coinvolgente come "Twilight".

Quanto è difficile scrivere un film di vampiri per ragazzi?

"In realtà non scrivo un film pensando che sia rivolto ai giovani perché, data l'evoluzione dei ragazzi di oggi, se pensassi di realizzare un prodotto per loro, non appena finito di scrivere sarebbe già una sceneggiatura datata. Studio e rappresento personaggi universali".

Come si spiega il grande successo della saga, soprattutto tra gli adolescenti americani?

"Io, come dicevo, mi rivolgo a tutti, non solamente ai teenager e credo che una cosa possa funzionare solo se rivolta ad ogni genere di telespettatore, trattando dei temi che accomunano ogni genere di persona, quindi argomenti d'interesse per tutti".

Quando si scrive una sceneggiatura da una serie di libri così ampi come Twilight, ci sono delle cose indispensabili da inserire e delle altre che sono superflue?

"La cosa importante quando si racconta un libro è rispettare il viaggio emotivo dei personaggi, è quello che deve essere mantenuto nella storia. Non è importante una fedele trascrizione della storia, ma sono fondamentali le emozioni. Nel libro ovviamente ci sono molte conversazioni che vanno condensate e che diventano fluide per lo schermo".

Che tipo di rapporto si instaura tra regista e sceneggiatrice e che genere di lavoro si cerca di realizzare?

"Il rapporto tra la sceneggiatrice e il regista è stato diverso tra i due registi di "Twilight" e di "New Moon". Con il primo c'è stato un legame stretto mentre in quest'ultimo film gli ho consegnato semplicemente la sceneggiatura prima delle riprese ed è finita lì".

Qual è il carattere del personaggio che predilige?

"In effetti non posso asserire di aver creato i personaggi, che sono frutto della creatività di Stephanie Meyer, quello che posso dire è che ho cercato di muovermi in certe direzioni e devo ammettere che i personaggi ai quali sono più legata sono Vittoria e Jessica perché sono molto divertenti e facili da modellare".

Quali sono le sue impressioni sul Festival del film di Roma?

"E' davvero straordinaria la sensazione che ho provato in questo Festival, perché come scrittrice lavoro nella mia stanza, da sola e tranquilla davanti al mio computer, mentre in una giornata come oggi, arrivo qui a Roma e scopro che tutti mi riconoscono, mi chiamano per nome e devo dire che è molto bello".

 

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