Orlando. Ancora follia omicida. Licenziato due anni fa, torna in ufficio e spara: un morto
ORLANDO. A meno di 24 ore dal massacro di Fort Hood, in Texas, dove un maggiore dell'esercito ha ucciso a colpi di pistola 13 persone e ne ha ferite 30, la paura di un'altra possibile strage si è abbattuta sull'America in lutto: a Orlando, in Florida, un ispanico di 40 anni è entrato armato in un grattacielo del centro città, è salito al 12mo piano e ha fatto fuoco. Alla fine il bilancio definitivo è stato di un morto e cinque feriti, ma prima di giungere a questa conclusione per almeno un'ora si è temuta un'altra strage.
Molti media, come per esempio l'Orlando Sentinel, il quotidiano della città, hanno diffuso la notizia che i morti erano due e i feriti 17, alcuni dei quali in gravi condizioni. Per circa un'ora l'America è tornata a temere di vivere, dalla Florida, lo stesso spavento vissuto 24 ore prima in Texas. Questa volta però il sospetto del terrorismo islamico è durato poco. A Orlando a scatenare la furia omicida è stato un altro incubo di questi tempi, quello della crisi economica e della disoccupazione. La sparatoria è avvenuta verso le 11,30 di ieri mattina al Gateway Center, un palazzo per uffici di 16 piani, al numero 1000 di Legion Place. Avvertiti da una telefonata, polizia, vigili del fuoco e ambulanze sono arrivate in contemporanea. Transennata la zona, poliziotti e pompieri (era stato segnalato anche un incendio) sono entrati nel palazzo, trovando un morto, e, tra l'ottavo e il dodicesimo piano almeno sette feriti che sono stati portati all'ospedale.
Nonostante la rapidità dell'intervento, la polizia non è riuscita però a fermare subito il killer: Jason Rodriguez, un ispanico quarantenne, è riuscito a fuggire a bordo di un Suv Nissan color argento, ancora in possesso delle sue armi. Dopo una caccia all'uomo durata due ore, e una breve sparatoria, la polizia lo ha arrestato nel residence Hollowbrook Apartments, tra Curry Ford Road and Dixie Belle Drive.
A scatenare la sua furia omicida il risentimento nei confronti degli ex-datori di lavoro, che l'avevano licenziato circa un anno e mezzo fa. Rodriguez lavorava alla Reynolds, Smith & Hill, una società di servizi nel settore delle costruzioni con altre 11 sedi in tutta la Florida.
"Non era certo contento di aver perso il lavoro", ammette Renato Gonzalez, un dirigente della società: "L'aveva presa un pò peggio di altre persone". Decisamente peggio, in effetti: "Quell'uomo è semplicemente entrato negli uffici e ha cominciato a sparare", racconta una testimone, impiegata anche lei alla Reynolds, Smith & Hill.
La polizia ha deciso di setacciare stanza per stanza tutto l'edificio, avvertendo le persone all'interno di chiudersi a chiave nei locali sicuri: il rischio era che l'uomo in jeans e giubbotto grigio visto allontanarsi con la Nissan non fosse Rodriguez, e che il killer si trovasse ancora nel'edificio. Gli agenti avevano anche dato l'allarme a tutte le altre sedi della società, avvertendo gli impiegati di sorvegliare gli ingressi, nel caso che Rodriguez, come è successo in altri casi analoghi, decidesse di continuare la sua vendetta nella veste di angelo sterminatore, correndo da una succursale all'altra della sua ex-azienda.












