Dagli USA

Tiger Woods con la moglie Elin

L'America perdona Tiger Woods

12-12-2009

WASHINGTON. Tiger Woods chiede scusa e annuncia che si ritira dall'attività sportiva per salvare il suo matrimonio e "per potere essere un miglior marito, un miglior padre, una persona migliore". Una mossa estrema che però, ventiquattro ore dopo la sua diffusione on-line, sembra aver colto nel segno. Non solo il sofisticato New Yort Times titolava ieri in prima "Il golf perde la sua star". Anche gli altri media, compresi quelli più popolari, dimostrano di rispettare la scelta dolorosa del campione di togliere il disturbo per un bel po'. In fondo la logica è sempre la stessa: hai sbagliato, lo hai riconosciuto, se chiedi scusa, possiamo chiudere l'incidente. È capitato lo stesso con altre stelle dello sport americano e probabilmente capiterà anche stavolta. Basti pensare alla storia di Kobe Bryant.

Nel 2003 venne accusato di aver violentato una ragazza. Lui negò lo stupro ma ammise il rapporto, con tanto di scuse pubbliche alla moglie tradita. Oggi, archiviato lo scandalo, è la stella assoluta dell'Nba. Così oggi, con Tiger Woods, quella stessa America, un po' bacchettona, che per settimane lo ha condannato per i suoi tradimenti, prende atto della sua scelta e dimostra di essere pronta a perdonarlo.

Il suo messaggio di scuse, pieno di riferimenti ai sacri valori familiari, ha convinto i suoi fans a dargli una seconda opportunità. Così dopo aver seguito morbosamente ogni dettaglio della sua vita privata, passati dal tritacarne del gossip più sfrenato, ora mandano mail ai network tv per dire che in fondo si tratta di questioni personali e che aspettano il suo ritorno sui campi di golf. Perché poi, passato lo scandalo, lo show deve andare avanti.

Lo vuole la gente, quindi anche gli sponsor e tutta l'industria che gira attorno allo sport professionistico americano. Non è un caso che la potente organizzazione del golf americano, la Pga Tour si è precipitata a sostenere "pienamente" la scelta di Tiger, ricordando di aspettare "il suo ritorno quando lo riterrà opportuno". Stesso discorso per la Gillette, uno dei suoi maggiori sponsor. Ovviamente nelle sue condizioni, sfregiato e col labbro gonfio, Tiger non può essere il testimonial di lamette da barba, tuttavia l'azienda "limiterà il suo ruolo nei suoi programmi di marketing per rispettare la sua privacy". Tutti sanno che senza Woods il golf tira molto meno. S'é avuta la prova l'anno scorso, quando una lesione al ginocchio lo ha tenuto fuori dalle competizioni un bel po'. In quel periodo, la Nielsen ha calcolato un crollo di entrate del 47% dell'intero circuito. A subire il colpo più forte, il torneo di golf Bmw, il cui bilancio è crollato del 65% rispetto all'anno precedente, in cui, manco a dirlo, vinse Tiger.

Per non parlare degli investimenti delle catene televisive che potrebbero ridursi, se Tiger Woods non dovesse tornare sul green. E se il golf è preoccupato del suo futuro, c'é un altro settore che invece, grazie allo scandalo, spera di aumentare il suo fatturato. Si tratta dell'industria del porno: poche settimane dopo lo scoppio della vicenda si stanno già girando due film liberamente ispirati alle prodezze di Tiger. Uno si chiamerà ‘Tiger's Woods', ‘le foreste della Tigre'.

L'altro, invece, avrà un tocco neorealista. La sua protagonista Hally Sampson è la stessa porno star coinvolta in uno dei tanti tradimenti di Woods. Insomma, la parte la sa già.

 

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