La politica

Casini evoca un fronte anti-Berlusconi. Probabile l'adesione di Fini

13-12-2009

Pier Ferdinando Casini propone la costituzione di un fronte anti-Berlusconi che vada dall'Udc all'Italia dei Valori, tenendo uniti i Democratici e la nuova destra di Gianfranco Fini. Il segretario del Pd Pier Luigi Bersani appoggia pienamente l'iniziativa, più tiepide le reazioni degli altri partiti dell'opposizione.

 ROMA. Un fronte anti-premier che vada dall'Udc all'Italia dei Valori, capace di tenere insieme i Democratici ma anche la nuova destra di Gianfranco Fini: una proposta che è ancora solo una ipotesi, ma che Pier Ferdinando Casini lancia convinto che questa sarebbe la strada da percorrere qualora Silvio Berlusconi forzasse la mano cercando di portare l'Italia alle urne anticipatamente, attaccando Quirinale, giudici, Corte Costituzionale.

Pieno l'appoggio del Pd di Pier Luigi Bersani, mentre la maggioranza attacca convinta che sia un progetto con lo sguardo rivolto al passato dall'insuccesso garantito. In mezzo, Antonio Di Pietro, che dà un via libera condizionato, e Francesco Rutelli che dribbla un commento sul merito definendo lo scenario troppo "futuristico".

Casini, in una lunga intervista alla Stampa, dice in realtà di augurarsi che "questa partita non si giochi", convinto che a Berlusconi spetti il compito di governare e risolvere "i problemi del Paese". Ma "sia chiaro - aggiunge poi - che se pensa di utilizzare la questione giudiziaria per trasformare la democrazia e la Repubblica in una monarchia, attaccando Napolitano e la Consulta, avrà una risposta chiara, netta e univoca da parte di tutte le forze che difendono la democrazia".

Il ragionamento include tutti i partiti di opposizione, ma lascia intendere che altri protagonisti potrebbero aggiungersi strada facendo: "Ci saranno sorprese", è però l'unica risposta che si lascia sfuggire il leader centrista incalzato su un eventuale ruolo di Gianfranco Fini (che a sua volta rilascia in proposito solo un 'no comment').

Chi invece non lesina commenti è la maggioranza e in particolare il Pdl che oscilla tra lo scetticismo, il sarcasmo, e la certezza che lo scenario adombrato da Casini sia una operazione destinata al fallimento.

"Non credo - dice il coordinatore del Pdl Ignazio La Russa - che Casini possa pensare a una riedizione di quei fallimenti disperati di chi non dice altro che no a Berlusconi".

Quello di Casini "è un clamoroso autogol", sintetizza il portavoce del Pdl Daniele Capezzone; un progetto che facendo virare l'Udc a sinistra, è la previsione del presidente dei deputati del Pdl Fabrizio Cicchitto, gli farebbe solo "perdere voti". E comunque, è la tesi di molti, si tratta di uno scenario immaginario perche' "le elezioni anticipate non ci saranno", taglia corto il numero uno dei senatori del Pdl Maurizio Gasparri.

Che quella di Casini possa essere una fuga in avanti sembra pensarlo anche Francesco Rutelli, che chiude la prima convention di Alleanza per l'Italia e che vede nel leader centrista un futuro compagno di strada: "Con Casini e con l'Udc noi vogliamo incontrarci e fare una cosa forte", ma l'ipotesi del 'fronte unico' "mi pare troppo futuribile - aggiunge - per parlarne oggi".

A Bersani invece le parole di Casini non sembrano guardare troppo in avanti: al contrario, sono "una conferma importante e seria" della "possibilità di uno schieramento molto ampio che possa diventare via via una alternativa positiva di governo". A patto che, mette le mani avanti Di Pietro, i candidati abbiano "il certificato penale pulito. Accanto a Casini ci sta Tabacci, persona con la quale ho dialogato spesso. Ma con Cuffaro - assicura - non dialogherò mai".

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