Economia

Fiat. Scajola: nessun polo italiano deve chiudere

13-12-2009

TORINO. La fabbrica di Termini Imerese non si deve fermare, "non si può cancellare alcun polo industriale in Italia"; il piano della Fiat deve essere "ambizioso, puntare all'aumento della produzione". Il ministro dello Sviluppo Economico Claudio Scajola riafferma i concetti espressi nei giorni scorsi. E parla di incentivi: "Sono un doping, devono essere a scendere, per riportarci nella normalità del mercato. Li valuteremo con gli altri paesi europei", ma potrebbero non riguardare solo le auto.

Nel frattempo, la Fiom annuncia che non firmerà l'accordo, nell'incontro del 22 dicembre a Palazzo Chigi, senza garanzie per tutti i posti di lavoro. Lo stesso impegno chiede l'Ugl.

"Un piano per fare crescere la produzione industriale nel nostro Paese": è quello che Scajola chiede alla Fiat. Lo ha rimarcato oggi a Torino, a margine dell'assemblea dei presidenti delle Camere di Commercio d'Italia.

Il ministro dello Sviluppo Economico, che il 1/o dicembre ha incontrato Sergio Marchionne, è stato oggi nel capoluogo all'indomani del discorso fatto dall'ad del gruppo nell'incontro con il Gruppo Dirigenti Fiat.

Al Lingotto il manager, dopo avere sottolineato che nel 2009 la Fiat ha reagito alla crisi "senza chiedere aiuto a nessuno", aveva però aggiunto "ma sola non può fare tutto".

Scajola ha risposto a distanza: "Quello che mi auguro è un piano ambizioso, per fare crescere la produzione industriale nel nostro Paese.

Una crescita come pezzi e anche in investimenti in nuovi prodotti e nuovi modelli". Il futuro di Termini Imerese, dove lunedì è in programma una grande manifestazione di protesta promossa da Fim, Fiom e Uilm, resta da definire e qualche settimana dopo avere detto che chiudere lo stabilimento siciliano sarebbe una follia, il ministro ha oggi ribadito: "Non possiamo cancellare alcun polo, al contrario si deve aumentare la vocazione industriale dell'Italia", uno dei motivi - ha spiegato - che ci hanno consentito di "reggere la difficile situazione economica".

Scajola non è contrario per Termini Imerese un futuro diverso dalla produzione di auto: "Come utilizzare i diversi poli - ha precisato - lo si deve decidere secondo le diverse attitudini dei territori".

Sul fronte sindacale, il segretario generale della Fiom, Gianni Rinaldini, pone la pregiudiziale per un accordo con la Fiat nella garanzia per "tutti gli stabilimenti e l'occupazione". Renata Polverini, segretario generale dell'Ugl, chiede all'azienda "uno sforzo in più. L'Italia ha avuto tanto dalla Fiat, ma anche la Fiat ha avuto tanto dall'Italia. Ci deve dire quante automobili vuole costruire nel nostro Paese".

 

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