La politica

Pier Ferdinando Casini

UDC. Torna il "Fronte", 60 anni dopo quello popolare

13-12-2009


ROMA. In un sistema politico in cui la parola "partito" tende a scomparire (fra i cinque gruppi rappresentati in Parlamento, solo il Pd la conserva), e vanno per la maggiore termini come 'Unione', 'Lega' e 'Popolo' (ma anche 'Alleanza', come quella 'per l'Italià appena fondata, o 'Movimento', come quello 'per l'autonomià di Raffaele Lombardo), la parola "fronte", usata ieri da Pier Ferdinando Casini per indicare le forze che si opporrebbero a Berlusconi in caso di elezioni anticipate, ha un solo precedente importante. E non è un precedente troppo fortunato: alle elezioni del 1948, le sinistre unite nel "Fronte popolare", che avevano scelto come simbolo l'immagine di Giuseppe Garibaldi, furono sconfitte dallo Scudo crociato della Dc, e dai suoi alleati di centro.

Alle sinistre andò meglio cinque anni dopo, quando fecero fronte per impedire alla Dc ed agli alleati di ottenere quella maggioranza assoluta di voti che avrebbe garantito al centrismo un cospicuo premio di maggioranza. Ma quella volta, le sinistre andarono al voto in ordine sparso, con liste separate. Ad unirle c'era solo l'intento politico di impedire la maggioranza assoluta ai partiti centristi.

All'inizio degli anni '50 era infatti tramontata per sempre la stagione del ''frontismo", o dell'unità a sinistra, che negli anni '30 aveva portato in Europa a brevi esperienze di governi, detti appunto di ''Fronte popolare". Come in Francia, sotto la guida del socialista Leon Blum, ed in Spagna, dove contro le sinistre al governo fu scatenata la guerra civile, seguita dalla dittatura di Francisco Franco.

In Italia, dopo la sconfitta del 1948, la parola "fronte" era quasi sparita dal vocabolario della politica. A farne un certo uso era stata la destra, soprattutto con il "Fronte della gioventù", organizzazione giovanile del Msi. Mentre in Francia Jean Marie Le Pen fondava il "Front national", che fin dal simbolo (una fiamme tricolore con i colori della bandiera francese) esprimeva la propria parentela con il partito missino.

A ben vedere, la proposta di Casini per uno "schieramento repubblicano a presidio della democrazia" ha un solo vero precedente: quello del Comitato di liberazione nazionale, ossia l'alleanza di sei partiti antifascisti, di orientamento diverso e qualche volta opposto (si andava dai liberali ai comunisti), che durante la Resistenza si erano uniti contro il nemico comune. E che, dopo essere tornati a dividersi a guerra finita, portarono assieme ad approvazione la Costituzione nel 1947.

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