Dall'Italia

Stretto di Messina. La "Rete No Ponte" in corteo a Villa San Giovanni in Calabria

20-12-2009

VILLA SAN GIOVANNI (REGGIO CALABRIA). Una manifestazione pacifica per dire no al ponte sullo Stretto, "inutile e dannoso" e che "unirà due mafie", come era riportato su uno degli striscioni innalzati dai partecipanti all'iniziativa.

Il corteo organizzato a Villa San Giovanni dalla ‘Rete No Ponte' ha rappresentato un momento significativo di mobilitazione contro un'opera che, secondo i promotori della protesta, oltre a determinare "un impatto ambientale devastante", rischia di tradursi in un affare colossale per ‘ndrangheta e mafia, pronte ad accaparrarsi i subappalti miliardari per la sua realizzazione.

Gli organizzatori riferiscono che alla manifestazione hanno partecipato ventimila persone, mentre secondo la Questura di Reggio Calabria i manifestanti sono stati quattromila. A prescindere dal solito contrasto sulle cifre, la manifestazione ha registrato una partecipazione significativa, a dimostrazione delle sensibilità che la questione ponte sullo Stretto suscita soprattutto "per le conseguenze che ne deriverebbero - sostiene chi è contrario all'opera - sul piano ambientale, e per la sua inutilità in relazione agli interventi effettivamente necessari per lo sviluppo economico di Calabria e Sicilia".

L'iniziativa di protesta a Villa San Giovanni, dunque, si è risolta in un'occasione di partecipazione popolare. Una festa che è stata però funestata dalla morte di uno degli oratori che hanno preso la parola sul palco, Franco Nisticò, di 58 anni, ex sindaco di Badolato (Catanzaro), responsabile del Comitato per la statale 106 jonica, costituito per chiedere la messa in sicurezza di quella che viene comunemente definita "la strada della morte". Nisticò, dopo avere finito il suo intervento, ha avvertito un malore ed è stato soccorso, in attesa dell'arrivo dell'ambulanza del 118, da alcuni medici che erano sul posto.  L'uomo è morto, però, dopo il suo arrivo negli Ospedali riuniti di Reggio Calabria, dove è stato portato con un'ambulanza della polizia che si trovava, per motivi di servizio, sul luogo della manifestazione. La morte di Nisticò è stata anche motivo di polemiche.

Per gli organizzatori della manifestazione, infatti, l'ambulanza è giunta sul posto in ritardo.

Accusa rigettata dal responsabile della Centrale operativa del 118 di Reggio Calabria, secondo il quale "per Nisticò è stato fatto tutto il possibile e non c'é stato alcun ritardo nell'invio dell'ambulanza".

La manifestazione contro il ponte, che nel pomeriggio prevedeva l'esibizione degli artisti che avevano dato la loro adesione all'iniziativa, dopo la morte di Franco Nisticò è stata sospesa.

 

Il palinsesto di oggi