La città

New York. L’arte viaggia in taxi

Di Riccardo Chioni

27-12-2009

Chi pensava di avere visto di tutto oramai pubblicizzato sui tetti dei taxi gialli caratteristici di New York dovrà ricredersi. Oltre alle detestate pubblicità che viaggiano sui tetti dei taxi che comprendono di tutto un po', newyorkesi e visitatori dal mese prossimo avranno la possibilità di ammirare opere d'arte di tre titolati artisti di chiara fama internazionale, al posto delle detestate pubblicità.

Il cosiddetto "cono" che sormonta il tettuccio dei taxi con due pannelli pubblicitari laterali della misura di 14 x 48 pollici, nel mese di gennaio porterà in viaggio per New York le opere d'arte realizzate appositamente dagli artisti Shirin Neshat, Alex Katz e Yoko Ono con messaggi decisamente diversi da quelli commerciali. La società Show Media con sede a Las Vegas, titolare di metà dei "coni" sui tetti gialli in circolazione sulle strade di New York City,  ha deciso di approfittare del mese di gennaio, notoriamente debole per il carico di pubblicitario, per lanciare l'iniziativa dedicata all'arte che viaggerà su 500 taxi.

John Amato, co-proprietario della società Show Media, sostiene che l'operazione arte sui taxi costerà all'azienda 100 mila dollari di mancati guadagni, compensati però dalla soddisfazione per la realizzazione della sua espressione di amante di arte contemporanea.

Sostiene che avrebbe potuto abbassare le tariffe della pubblicità dei "coni" sui taxi, ma che ha preferito piuttosto sostenere forme artistiche. Ha voluto insomma chiudere il rubinetto della "solita" pubblicità di jeans sexy o scarponi da sci per un mese per fare spazio a qualcosa che rispondesse al frizzante carattere della Big Apple.

Amato ha preso contatto con l'organizzazione noprofit Art Production Fund dedita all'allestimento di eventi artistici in tutta la City dove ha trovato le co-fondatrici Yvonne Force Villareal e Doreen Remen che si sono impegnate nella scelta degli atristi da mostrare sui tetti dei taxi.

L'impietosa selezione ha portato alla luce tre nominativi: Shirin Neshat, Alex Katz e Yoko Ono, tre artisti newyorkesi conosciuti per i rispettivi lavori, ma che soprattutto possano concentrare in uno spazio ristretto come quello dei pannelli i loro messaggi visivi e concettuali.

Il progetto - ha spiegato Villareal - porta il nome di "Art Adds", non solo perché è ospitato sui pannelli che normalmente mostrano pubblicità, ma piuttosto perché in realtà si tratta di opere d'arte in mostra in tutta la città, in continuo movimento.

I lavori di ciascuno dei tre artisti appariranno dal primo gennaio sui tetti di circa 160 taxi. E ciascuno, come immaginabile, ha risposto in maniera diversa alla sfida dei "coni".

L'artista Shirin Neshat di origine iraniana è nota per la sua documentata conoscenza sui problemi sociali, politici e psicologici delle donne nella società islamica odierna. Ha detto che quando le hanno parlato del progetto aveva pensato subito ai conduttori di taxi pakistani e senegalesi."Ho pensato che avrei potuto lavorare su qualcosa che fosse veramente diverso, deve essere un'estensione di ciò che in realtà rappresenta New York" ha riferito l'artista che ha scelto due diversi soggetti per ennrambi i lati.Su uno c'è illustrazione di una stretta di mano che - sostiene - simbolizza unità e solidarietà e, sull'altro l'immagine di un occhio decorato con una poesia degli anni Sessanta intitolata "I Feel Sorry for the Garden" della celebrata poetessa iraniana Forough Farokhzad, scritto in persiano sul bianco dell'occhio. "Significa che qualcuno ti sta parlando in una lingua che nessuno può capire" spiega Neshat.

Alex Katz è famoso per i suoi ritratti ed ha deciso di rispondere alla sfida utilizzando  le immagini di due modelle che recentemente avevano posato per lui e di unirle assieme. Una è un ritratto frontale, l'altra immagine della modella invece è ripresa di spalle ed entrambe posano su un fondale nero, una combinazione perfetta con giallo del taxi, a detta dell'autore.

Infine, la ristretta rosa di artisti ha visto primeggiare Yoko Ono la quale per l'occasione ha scelto un'idea rifacendosi al passato. Il tema d'autore sempreverde è "The War Is Over", lo stesso slogan che lei i John Lennon avevano adottato quando portarono il messaggio di pace attorno al globo negli anni 1969-70, riveduto con l'aggiunta dei simboli dell'alfabeto muto.

Yoko Ono considera il suo lavoro come una danza, come un messaggio di pace sempre in movimento, sui tetti taxi gialli.