Per i democratici. Massachusetts primo test
WASHINGTON. Il calo di popolarità che il presidente Barack Obama, sta avendo rischia non solo di condizionare in casa democratica il voto di medio termine, in programma il prossimo novembre, ma anche una elezione che fino ad oggi era data per certa: quella del nuovo senatore del Massachusetts che sui banchi del Senato sostituirà il seggio lasciato vacante da Ted Kennedy.
Lo rileva il New York Times, che ha dedicato alle imminenti elezioni un ampio servizio presentandole con questo titolo: "Ansia inattesa in Massachusetts per i democratici".
Il voto nello Stato di Boston per scegliere il nuovo senatore é in programma per il prossimo 19 gennaio. Vi concorrono l'attuale ministro statale della Giustizia, Martha M. Coakley, che alle primarie di partito ha vinto la nomination democratica con il 47% delle preferenze e il repubblicano Scott P. Brown, che ha conquistato le primarie del suo partito con ben l'89% delle preferenze.
Da 37 anni a questa parte il Massachusetts non manda a Washington un senatore repubblicano, ma quella che fino a pochi mesi fa sembrava una battaglia persa oggi, dato il clima politico che si è creato, il risultato potrebbe essere diverso. Martha M. Coakley continua ad essere data in vantaggio da tutti i sondaggi, ma mentre lei ha scelto una campagna sotto tono, con pochi comizi pubblici e senza accogliere finora la reiterata richiesta di Brown per un dibattito pubblico faccia a faccia, il candidato repubblicano al contrario ha trascorso le vacanze di Natale facendo campagna ogni giorno.
Con il risultato che oggi, secondo gli ultimi sondaggi, il suo svantaggio nei confronti dell'avversaria si è a tal punto accorciato da poter cominciare a fare un pensierino al seggio che fu di Kennedy.
La situazione in Massachusetts è un ulteriore indicatore delle difficoltà che nell'ultimo periodo stanno incontrando i democratici, in vista delle elezioni di midterm in programma fra dieci mesi.
Nei giorni scorsi figure importanti come Chris Dodd, senatore del Connecticut, e Byron Dorgan, del North Dakota, hanno annunciato il loro ritiro a fine mandato. Non è affatto scontato che, venendo meno due nomi importanti come i loro, l'elettorato scelga ancora di votare democratico.
L'obiettivo del partito è di mantenere in Senato la situazione attuale di 60 seggi su 100. Ma, dati gli umori dell'ultimo periodo e la montante insoddisfazione nei confronti di Obama, appare oggi più come una bella aspirazione che non come un obiettivo realistico. Al punto che - stando al New York Times - i democratici rischiano di non essere veder rieletto neppure il successore di Kennedy in Massachusetts.
19-11-2011









