"Summit on the Shore". MTV e il suo reality condannati in contumacia
L'emittente Mtv e il reality show Jersey Shore ieri dovevano sedere al banco degli imputati al summit tenutosi al Community Center di Seaside Heights, ma sono stati condannati in contumacia, non essendosi presentati al summit organizzato da Unico National sul luogo del crimine dove si gira il detestato programma.
Al "Summit on the Shore", sponsorizzato dal Anti-Bias Committee of Unico, hanno preso parte Andre' DiMino presidente nazionale di Unico, Manny Alfano chairman dell'organizzazione One Voice Coalition, John DiPietro autore ed esperto delle comunicazioni, Paul DiGaetano gia' parlamentare del New Jersey, Toni DePaola consigliere comunale di Point Pleasant e Brandon Pergola attivista di Totowa oltre ad alcune centinaia di persone in prevalenza dello Stato Giardino.
Grande assente l'imputata: Judith McGrath ceo della Mtv che si e' guardata bene dal venire qui nella fossa dei leoni.
La prima a prendere la parola e' stata la consigliere comunale di Seaside Heights, Joyce Camera, la quale senza mezzi termini ha detto che il reality tv di Mtv ha danneggiato questa cittadina balneare che vuole aprirsi alle famiglie "lo show non ha certo prodotto pubblicita' per la nostra cittadina".
"La nostra etnia e' l'unica che viene tranquillamente insultata, senza che nessuno debba mai subirne le conseguenze" ha esordito DiMino che ha mostrato un mix di programmi televisivi in cui viene ridicoloizzata e denigrata l'etnia italiana in America e da cui - praticamente - nessun network esce senza colpa.
In merito al detestato reality show "Jersey Shore" di cui l'Mtv si appresta a girare la seconda stagione, DiMino ha detto che sarebbe stato piu' appropriato il titolo "cafoni e cretini", lasciando da parte gli stereotipi che sono stati affibbiati alla comunita' italoamericana dai suoi otto interpreti autodefinitisi "guido" e "guidette".
"Questi sarebbero i personaggi da cui i giovani dovrebbero prendere ispirazione?" ha domandato DiMino, il quale ha detto di avere tentato inutilmente in tutti i modi di avere una discussione franca con l'Mtv.
Certo, tutto il polverone sollevato, si e' dimostrato un'arma a doppio taglio che ha amplificato il fenomeno dei "guido" e "guidette" visti da circa 5 milioni di telespettatori durante l'ultima puntata andata in onda giovedi' della settimana scorsa.
DiPietro ha sottolineato come non sarebbe mai accaduto questo se il programma avesse preso di mira un altro gruppo etnico, anziche' gli italoamericani.
DiGaetano ha osservato che gli italoamericani debbono sensibilizzarsi per rispondere a questo tipo di attacchi, "perche' la gente e' convinta che tutto cio' che vede in tivu' sia realta'.
"Sarei mortificata - ha esordito DePaola - se i miei due figli venissero descritti guido e guidette. La gente che viene a trascorrere l'estate sulle spiegge del New Jersey non e' quella che invece viene proposta da Mtv. I personaggi di Jersey Shore non rappresentano i figli che abbiamo cresciuto".
Alfano ha sostenuto che "gli italoamericani non possono piu' tollerare il fango che viene loro scaricato addosso dai media. "E noi del New Jersey ne subiamo le conseguenze: prima c'erano i Soprano, poi le Housewife annoiate e ora Jersey Shore vanno ad alimentare i pregiudizi nei confronti degli italoamericani. Se non facciamo nulla - ha sottolineato Alfano - e non diciamo nulla, diventiamo un nulla".
L'attivista Pergola che ha 29 anni invece si e' rivolto direttamente agli interpreti dicendo che "dovrebbero preoccuparsi di cose piu' importanti, piuttosto che prendersi cura dei capelli e dei pettorali", facendo tuttavia notare che tra i grandi assenti del summit figurano anche i giovani italiani.
Infine DiMino si e' rivolto anche a certi accademici che "sbagliano quando dicono che il termine guido non e' offensivo" e alla emittente Mtv manda a dire "dateci dei programmi positivi perche' non mancano figure italiane che i giovani possono davvero prendere ad aesmpio, basta con la tivu' spazzatura".











