Dall'Italia

Il caso del bimbo conteso. Scarcerata la madre di Liam

01-02-2010

ROMA. Due giorni che sembrano un'eternità. Finalmente Manuela Antonelli, la donna che da due anni lotta per avere in affidamento il suo bambino di otto anni, conteso dal padre americano, potrà riabbracciare suo figlio. Ieri, all'ora di pranzo è uscita dal carcere romano di Rebibbia dove era richiusa da giovedì scorso perché ritenuta responsabile del reato di sequestro di persona, in esecuzione di un ordine di estradizione da parte degli Usa. "Ora voglio riprendere in mano la mia vita e non vedo l'ora di riabbracciare il mio bambino", ha detto emozionata uscendo dal carcere.

  Liam da ieri vive con lo zio materno per decisione del tribunale dei minori di Roma che ha così revocato la precedente decisione di affidarlo a una casa famiglia. Un provvedimento che non era andato giù alla madre del piccolo che lo aveva "rapito" e nascosto in un luogo segreto.

  Giovedì  è stato l'ultimo giorno in cui Liam ha visto sua madre. Poi il colpo di scena: la donna è stata arrestata. E ieri pomeriggio Liam, sotto la pioggia e con indosso uno zainetto, lasciato da qualcuno, aveva bussato alla porta del commissariato di polizia Salario-Parioli. Ricci biondi e sguardo perso, aveva detto: "Sono Liam, chiamate l'avvocato della mamma".

  E così Antonella Tomassini, uno dei difensori della Antonelli, si era precipitata in commissariato e, assieme ai poliziotti, aveva accompagnato il bambino in questura. In serata lo zio materno, Gianluca Antonelli, era andato a prenderlo per portarlo a casa sua. La madre, spiegano i suoi avvocati, ha comunque il diritto di vedere suo figlio, come e quando vuole. L'obiettivo dei difensori della donna è ora quello di far riavere il bambino alla madre.

  È in corso una perizia ordinata dai giudici del tribunale dei minori che dovrà verificare quale sia l'interesse per il minore. "Crediamo ovviamente - afferma l'altro avvocato della Antonelli, Francesco Caroleo Grimaldi - che per il bambino l'interesse è stare con la madre".

  Ieri mattina il presidente della quarta sezione penale della corte d'appello di Roma, Domenico Massimo Miceli, ha accolto l'istanza di scarcerazione presentata dagli avvocati della donna. Il motivo principale che ha portato a questa decisione è l'assenza del pericolo di fuga "in quanto la donna - spiega Grimaldi - non ha mai dato motivo di ritenere di volersi allontanare".

  Per Grimaldi "finalmente una giustizia autonoma e sovrana, quella italiana, ha posto fine a questo abominio. A questo punto è stato ristabilito il diritto di una madre e di un bambino. Chi ha attentato alla loro vita pagherà duramente".

Il palinsesto di oggi