Il fatto

Ali Agca. "Emanuela è viva. La troverò". Il "lupo grigio" incontra in Turchia il fratello della Orlandi

03-02-2010

ROMA. "Emanuela è viva e tornerà presto a casa". Mehmet Alì Agca, l'attentatore di Papa Wojtyla, lo aveva detto due settimane fa quando era uscito definitivamente di prigione in Turchia. Venerdì scorso lo ha ribadito a Pietro Orlandi, fratello della ragazza vaticana scomparsa nel giugno 1983, che é volato da Roma a Istanbul per incontrarlo.

Del faccia a faccia ha parlato il quotidiano Sabah con un articolo della giornalista Yasemin Taskin, corrispondente da Roma, che ha assistito al faccia a faccia.

"Emanuela è viva, te lo posso garantire - ha detto Agca -. Può trovarsi in Francia o in Svizzera dove abita in una villa lussuosa. La troveremo insieme. Ho prove precise in mano. L'hanno rapita per ottenere la mia liberazione, ma non sono responsabile del rapimento. Posso mettermi in contatto con i rapitori. Ti darò documenti così importanti che saranno costretti a liberarla. Spero che lei tornerà a casa proprio prima del prossimo mese di giugno".

Era stato proprio Pietro Orlandi a chiedere un incontro, dopo le esternazioni dell'ex Lupo Grigio all'uscita dal carcere di massima sicurezza Sincan, vicino ad Ankara, dove ha scontato quasi 10 anni per l'uccisione di un giornalista.

L'ok di Agca non si è fatto attendere. "Mi ha detto che questa storia si risolverà entro quest'anno - ha raccontato il fratello di Emanuela -. L'ho guardato negli occhi: mi ha dato l'idea di parlare con sincerità, non ho pensato nemmeno per un attimo che stesse mentendo. Agca crede nelle cose che dice. Non farnetica, c'é un filo logico che lega le sue affermazioni. Ho trovato una persona molto diversa dallo spaccone che appare in tv".

La prima parte del colloquio si è svolta in una casa, davanti ad altre persone. È stato lo stesso Agca a volere un confronto a quattr'occhi.

Sui contenuti del colloquio privato, Pietro glissa ma ribadisce di aver detto all' ex terrorista: "Dammi delle prove, anche mia madre si aspetta notizie concrete, dopo i tuoi annunci all' uscita dal carcere". "Te le darò - mi ha risposto - ho certezze inconfutabili. Ha detto che Emanuela è probabilmente in un paese europeo. Ha parlato di una villa, ma lo ha fatto per fare un esempio, per dire che non è reclusa".

Agca ha ripetuto quello che ha sempre sbandierato ai quattro venti: Il rapimento di Emanuela è opera dei Lupi Grigi e di alcuni paesi dell' Est per la sua liberazione. A Orlandi ha aggiunto: "È arrivato il momento di mettere un punto a questa storia. È giusto che come io ho riabbracciato mia madre, anche tua madre Maria possa riabbracciare Emanuela".

La famiglia Orlandi, che non ha mai perso la speranza, aspetta con fiducia. Nei mesi scorsi la vicenda è tornata alla ribalta a proposito delle presunte responsabilità della Banda della Magliana nel sequestro e nell'uccisione di Emanuela.

"Il fatto che Agca in tutti questi anni abbia detto che mia sorella é viva ci ha sempre lasciato uno spiraglio. Con me è stato onesto. C'é un senso nelle cose dice".

La procura di Roma convocherà prossimamente Pietro Orlandi per stabilire se dal colloquio con Agca siano emersi elementi utili all' inchiesta.

Gli inquirenti, invece, non sembrano intenzionati a sentire l' ex Lupo Grigio.