In fermento Fiat e Alcoa. Scajola frena sugli incentivi
ROMA. Si intensifica il pressing di sindacati e Governo sulla Fiat. Alla vigilia del nuovo round al ministero dello Sviluppo Economico per definire il futuro di Termini Imerese. ieri i metalmeccanici di Cgil, Cisl e Uil sono tornati in piazza scioperando per quattro ore a ogni turno, mentre il ministro dello Sviluppo Claudio Scajola è tornato a minacciare un sostanziale taglio agli incentivi per il settore auto.
Clima pesante anche sul fronte dell'altra vertenza "calda", quella di Alcoa. Pure in questo caso il Governo ha fatto la voce grossa avvertendo la proprietà americana dell'azienda che un disimpegno produttivo dall' Italia non passerà senza conseguenze.
FIAT - Sullo sfondo della giornata di protesta dei lavoratori Fiat (accompagnata dalla consueta guerra di cifre sulla partecipazione) ieri il ministro Scajola è tornato a far sentire la sua voce.
Da un lato ribadendo che "a parere del governo c'è spazio perchè Termini continui ad operare nel settore: ma se Fiat insisterà e deciderà di chiudere stiamo valutando soluzioni per un diverso destino del polo industriale che non dovrà comunque essere chiuso".
Parallelamente è tornato a frenare sugli incentivi. "Stiamo valutando se siano ancora utili o siano viceversa un fenomeno distorsivo del mercato. È chiaro che non si può andare avanti in maniera disarmonica con l'Europa".
Alla luce di questi dubbi, ha aggiunto il ministro, "se procederemo con gli incentivi li ridurremo nel tempo e nell'intensità". Al suo fianco il ministro del Welfare Maurizio Sacconi che ha annunciato di essere pronto a intervenire con ammortizzatori sociali "per accompagnare le soluzioni che il ministro Scajola sta cercando con pazienza."
ALCOA - Acque agitate anche sul fronte Alcoa. La riunione dell'altra notte ha conosciuto momenti di grande tensione e ieri il Governo, alla vigilia della decisione dei vertici americani sul futuro degli impianti italiani, ha voluto precisare alcuni aspetti. In un comunicato ufficiale di Palazzo Chigi è stato chiesto "che non ci siano azioni unilaterali". Più duro Scajola. "Deve essere chiaro che il governo reagirà a fronte di scelte non concordate e Alcoa subirà tutte le conseguenze di una scelta improvvida".
A perdere le staffe l'altra notte nel corso dell'incontro è stato anche il ministro Sacconi che ha usato toni quantomeno inusuali per una trattativa sindacale. "Non fate atti unilaterali, perché se fate come c... vi pare, anche noi facciamo come c... ci pare. "Se ve ne andate unilateralmente, ve la faremo pagare". A far capire a cosa si può riferire Sacconi è stato il suo collega Renato Brunetta. "Alcoa deve pagare una multa da 300 milioni di euro e non lo ha ancora fatto, mentre sono esigibili. E qui mi fermo...".












