Il fatto

Usa Cina. Il sì al Dalai Lama irrita Pechino

04-02-2010

 

PECHINO. Cresce ancora la tensione tra Cina e Stati Uniti dopo l'annuncio di martedì scorso della decisione di Barack Obama di incontrare il Dalai Lama durante la sua prossima visita a Washington. Dura, e senza lasciare spazio a dubbi, è giunta ieri la reazione del ministero degli Esteri cinese che si è dichiarato "fermamente contrario" a qualsiasi incontro fra Obama e il leader religioso tibetano, aggiungendo che la questione è altamente sensibile.

Il portavoce del ministero, Ma Zhaoxu, ha affermato che la Cina "si oppone fermamente a che il leader degli Stati Uniti abbia contatti con il Dalai Lama con qualsiasi pretesto e in qualsiasi forma". Una reazione che segna un'escalation nell'inasprimento dei rapporti tra Washington e Cina già messi alla prova di recente con la censura su Google e la vendita di armi dagli Stati Uniti a Taiwan.

Il presidente degli Stati Uniti si è detto determinato a incontrare il leader spirituale tibetano. A differenza di quanto aveva invece deciso per la precedente visita americana del Dalai Lama, che cadeva proprio poco prima del tour asiatico di Obama con un'importante tappa cinese in novembre.  In quell'occasione il presidente decise che non sarebbe stato opportuno incontrarlo, per non irritare i dirigenti cinesi proprio alla vigilia della sua visita. Questa volta l'incontro 'scomodo' ci sarà: non è ancora stata resa nota la data esatta, si sa però che il Dalai Lama comincerà la sua visita negli Stati Uniti tra meno di due settimane, il prossimo 16 febbraio. Nell'annunciare le intenzioni di Obama, il portavoce Bill Burton ha sottolineato che già durante la sua visita in Cina lo scorso autunno il presidente Usa aveva comunicato ai leader cinesi l'intenzione di incontrare il Dalai Lama.

Intanto, il Panchen Lama, nominato da Pechino, é stato scelto ieri per la carica di vicepresidente dell'associazione buddhista cinese controllata dal governo. Lo riporta la stampa ufficiale. La nomina giunge proprio nel giorno in cui monta la tensione nei rapporti tra Cina e Stati Uniti dopo che il presidente Barack Obama ha affermato che incontrerà il Dalai Lama, leader spirituale tibetano non riconosciuto e avversato da Pechino, durante la sua prossima visita a Washington. Una scelta altamente simbolica considerato che il Panchen Lama è sì il numero due della gerarchia tibetana dopo il Dalai Lama ma è nominato dal governo e aderisce alla sua linea.

Secondo quanto riferito dall'agenzia Nuova Cina, il neoeletto vicepresidente ha da parte sua affermato di voler "sostenere la linea del Partito Comunista Cinese".  Si tratta dell'undicesimo Panchen Lama, Gyeltsen Norbu, che ha 19 anni e fu selezionato da Pechino nel 1995 come 'reincarnazione' del decimo Panchen e al posto del bambino che era stato invece indicato dal Dalai Lama, Gedhun Choeky Nyima, ma che poco dopo la designazione da parte del leader tibetano fu arrestato dalla polizia cinese e poi scomparve misteriosamente con tutta la sua famiglia. per questo fu definito dalle organizzazioni umanitarie "il prigioniero politico più giovane del mondo". Voci circolate sulla sua morte non sono state mai confermate dai cinesi né dai tibetani. Secondo molti analisti, il Panchen Lama filo-cinese riveste un ruolo crescente nella propaganda del governo contro il Dalai Lama, il leader spirituale dei tibetani che vive in esilio a Dharamsala (India) è considerato da Pechino un pericoloso secessionista.