Il presidente della Camera riceve un endorsement pubblico dalla Pelosi. Fini "uomo del popolo"
WASHINGTON. "Caro Presidente, sei un uomo del popolo. Sono certa che l'amicizia storica tra gli Stati Uniti e l'Italia già forte, crescerà con la tua leadership".
In una delle sale più preziose della Biblioteca del Congresso americano, quando a Washington, sotto 30 centimetri di neve, è già buio, Gianfranco Fini riceve dalla sua collega, la speaker Nancy Pelosi, una frase che suona come un endorsement pubblico.
Dopo un colloquio di oltre un'ora con il vice presidente degli Stati Uniti Joe Biden alla Casa Bianca, Gianfranco Fini non poteva sperare in un coronamento migliore al termine della prima giornata della sua visita ufficiale negli States, la prima da Presidente della Camera. L'abbraccio della Pelosi giunge al termine della cerimonia di consegna da parte del presidente Fini dell'opera 'Michelangelo La dotta mano', il preziosissimo volume di cui esistono solo 33 copie, curato dalla Fondazione Fmr-Marilena Ferrari.
Lasciando la sala, Fini non nasconde la soddisfazione: "Tra di noi è nata un'amicizia vera e forte, un feeling personale, che va oltre i rapporti istituzionali. In passato la figura dello speaker qui negli Usa è sempre stata poco più che simbolica. Ma quando è arrivata la Pelosi è cambiato tutto. Lei è senza dubbio una delle figure di spicco della politica americana...".
In precedenza, davanti a tanti parlamentari, non solo italoamericani, che hanno fatto la fila per potersi fotografare con lui, Fini aveva ribadito lo stretto legame che storicamente unisce l'Italia agli Usa e il modo per renderlo sempre più forte anche nel futuro: "Tra i nostri popoli c'é un'amicizia antica fatta da pagine gloriose di storia comune. Eppure - aggiunge solenne - credo che oggi italiani e statunitensi abbiano un preciso dovere. Se vogliamo onorare ed essere all'altezza di quella storia dobbiamo sempre impegnarci nella difesa dei valori della libertà e della dignità della persona. Il miglior modo per onorare chi si è sacrificato dando la vita per liberare l'Europa è fare oggi lo stesso, difendere insieme quegli stessi valori. Nelle nostre democrazie si possono cambiare governi, secondo la volontà popolare, ma chiunque guidi i nostri due Paesi, è chiaro che i valori restano quelli, intoccabili, che non cambiano a seconda del risultato elettorale". Ieri Gianfranco Fini, sempre a Capitol Hill, ha avuto un incontro bilaterale ancora con Nancy Pelosi, quindi con il presidente della Commissione Esteri del Senato e ex candidato democratico alla Casa Bianca nel 2004, John Kerry. Quindi, nel pomeriggio, ora americana, è volato a New York, dove ha fatto visita al Palazzo di Vetro al segretario generale delle Nazioni Unite, Ban Ki Moon. Infine una cena all'Hotel Hyatt con la comunità italoamericana e in serata il rientro a Roma.












