Il resoconto del generale McChrystal sulle condizioni dell' Afghanistan. Situazione grave ma non peggiora
KABUL. La situazione in Afghanistan rimane grave, ma non peggiora. Lo ha detto il comandante delle forze americane e Nato nel paese asiatico, il generale Stanley McChrystal, mentre il suo comando e il governo afghano annunciavano una nuova grande offensiva nel sud.
Sul fronte diplomatico, il presidente Hamid Karzai in Arabia Saudita ha incassato l'appoggio del re Abdullah e la disponibilità ad una mediazione con i talebani, ma questi ultimi hanno respinto l'ipotesi di dialogo, bollandola come "mazzetta politica". E quasi a sancire il loro rifiuto, a Kandahar un kamikaze si è fatto saltare in aria, uccidendo almeno sei persone.
Da Istanbul, dove si è tenuta ieri una riunione dei ministri della Difesa della Nato, il generale della forza Isaf McChrystal ha detto che la situazione della sicurezza in Afghanistan "rimane seria, ma non dovrebbe deteriorarsi".
Dalla stessa ministeriale atlantica, il segretario alla Difesa Usa Robert Gates ha chiesto agli alleati Nato 4.000 istruttori in più, per preparare l'esercito e la polizia afghana a cominciare a farsi carico della sicurezza dal prossimo anno. Intanto però il ministro della Difesa afghano Zahir Azeemi, accompagnato dal portavoce della Forza internazionale di assistenza alla sicurezza (Isaf), Eric Trembly, ha annunciato una nuova offensiva nella provincia di Helmand, dopo quella (denominata Rabbia del Cobra) realizzata in dicembre.
L'attacco potrebbe essere già cominciato, visto che secondo un portavoce dell'amministrazione provinciale c'é stata l'altro ieri una operazione di esercito afghano e Nato nel distretto di Nad Ali che ha causato la morte di 32 talebani.
Da parte loro i talebani hanno sostenuto che proprio là una esplosione ha causato la morte di cinque soldati americani ed il ferimento di decine di altri. A Kandahar, nel sud, un kamikaze si è fatto esplodere ieri davanti a un albergo, facendo almeno sei vittime, fra le quali un bambino. Il capo dello Stato afghano ieri era a Riad in Arabia Saudita per discutere con il re Abdullah, che ha benedetto i suoi progetti di riconciliazione nazionale e si è detto disponibile a svolgere il ruolo di facilitatore con i talebani, a patto che essi rompano ogni legame con Al Qaida.
In passato si è parlato dell'intervento della diplomazia saudita nei contatti fra le parti, ma ora Karzai cerca da loro un impegno ufficiale per l'apertura di un tavolo negoziale.
Il presidente si muove sulla scia della Conferenza di Londra, che il 28 gennaio ha accettato l'ipotesi di un dialogo di Kabul con gli oppositori islamici moderati, stanziando a questo fine anche ingenti risorse per finanziare il reinserimento di coloro che decideranno di abbandonare la lotta armata.
Questa strategia è stata bollata come "mazzetta politica" dai vertici dei talebani, che l'hanno definita nel loro sito Internet anche "irrealistica" e "impraticabile".
Dopo aver assicurato che "americani e britannici hanno sempre le mani (...) impegnate nell'organizzazione di questo tipo di conferenze e vogliono raggiungere obiettivi che non sono riusciti ad ottenere sul campo di battaglia", i talebani sostengono che ora l'idea è usare i soldi per dividere. "Ma i Mujaheddin - concludono - non sono disposti a negoziare sui loro ambiziosi obiettivi" legati "alla difesa del popolo musulmano e all'indipendenza del paese". Rispondendo a queste critiche, il segretario generale della Nato Anders Fogh Rasmussen ha replicato che la proposta della comunità internazionale di offrire soldi ai talebani non è "corruzione", ma piuttosto "un investimento nella pace".
In Afghanistan, ha spiegato, "molti insorti militanti di base non hanno un'impronta ideologica, non sono ideologicamente contro il governo afghano e le truppe internazionali. Molti di loro combattono per pochi soldi, per poter campare".
Rasmussen ha comunque ricordato che questo processo è soggetto a "criteri molto importanti". Il primo è che i colloqui di pace si svolgano "a guida afghana". Il secondo, che ogni talebano che lascia le armi deve accettare la Costituzione afghana e le leggi internazionali sui diritti umani, inclusa la parità tra uomo e donna.
Spazio. Pronto il cacciatore di antimateria
26-08-2010












