La politica

Adriana Poli Bortone e Pier Ferdinando Casini

Casini a Bari. L'appello al Pdl per un'intesa sulle regionali

07-02-2010

BARI. Pier Ferdinando Casini da Bari lancia un appello al Pdl per trovare un'intesa in Puglia in vista delle regionali, risponde per le rime a Bossi e, commentando la 'ritrovata armonia' tra Di Pietro e il Partito democratico, si dice anche "molto preoccupato per il Pd".

Il leader centrista non rinuncia alle battute ironiche contro Bossi e Di Pietro, "che non meritano - dice - di essere favoriti da un bipolarismo che in Italia non funziona". Ma è la vicenda Puglia, la competizione elettorale di marzo, a tenere banco. La vera alternativa "alla sinistra massimalista" di Nichi Vendola (Sel), presidente uscente della Regione Puglia, e, dopo le primarie, candidato del centro sinistra, per Casini ha un solo nome: Adriana Poli Bortone. E' lei la "persona più forte da mettere in campo".

Certo non sono necessari i sondaggi per fugare ogni dubbio: il Pdl - ammette - è più forte dell' Udc in Puglia, ma Adriana Poli Bortone ha carisma, ha "una caratura riconosciuta da tutti". Di qui l'appello al Pdl: "è ancora possibile fare un accordo accettando un ticket con la presidenza ad Adriana Poli Bortone e Rocco Palese alla vice presidenza".

Ma una cosa è certa: se l'intesa con il Pdl non ci sarà, avverte Casini, "faremo appello al voto disgiunto, al centro destra e al centro sinistra".

Le agenzie non fanno in tempo a battere la notizia che il ministro per i Rapporti con le Regioni, Raffaele Fitto risponde: "Casini ha voglia di scherzare", cerca "di creare un clima di contrapposizione e di scontro che non fa bene a nessuno". Adriana Poli Bortone "è la migliore risposta che noi dell'Udc diamo" e "nel 60% del territorio nazionale - dice Casini - abbiamo un candidato nostro, alla faccia dei due forni, dei tre forni, delle campagne di intimidazione che sono state fatte contro di noi. Abbiamo una linea chiara, capisco che non piaccia all'on.Bossi".

E a proposito di Bossi dice: "Anche oggi polemizza con noi e io vorrei dire all'on.Bossi: se non contiamo niente perché vi occupate sempre di noi? Ci viene il dubbio di contare qualcosa". Ricorda poi la battaglia fatta in Parlamento "non contro il federalismo ma contro questo federalismo che finisce per essere distorsivo delle ragioni ad esempio di quelle delle regioni meridionali". Ed è proprio su questo tema che è nata una omogeneità politica con Poli Bortone.

"Certo - conclude Casini - ciascuno di noi ha una storia diversa: io vengo dalla Democrazia cristiana, lei è il prototipo di una donna di destra che ha fatto una sua battaglia nella società, però abbiamo una cosa in comune: non vogliamo avere padroni, né a destra, né a sinistra, siamo allergici. E i padroni non sempre sono a destra, a volte ci sono forme di padronanza non meno insidiose anche a sinistra".