Dal Mondo

Iraq. Gruppo sciita sequestra un americano

07-02-2010

BAGHDAD. Torna in Iraq la paura dei sequestri di cittadini occidentali, collegati all'intervento militare internazionale e alla vicenda del colosso della sicurezza privata Usa, Blackwater. Un gruppo sciita radicale ha messo in rete un video nel quale si vede un uomo con indosso una tuta mimetica dell'esercito americano, che dice di essere prigioniero e chiede la condanna dei contractor della Blackwater, la liberazione di alcuni iracheni detenuti dagli americani e il ritiro di tutti i militari stranieri.

L'uomo, che non dice il suo nome, viene ripreso davanti a un drappo nero con la scritta Asaib Ahl al-Haq (Lega dei Virtuosi, o Gruppo dei Giusti, o Popolo del Diritto): alcuni membri di questo gruppo sono detenuti dai soldati Usa. Nel video, l'uomo recita le richieste del gruppo: liberazione dei suoi affiliati e condanna dei dipendenti dalla società di sicurezza americana Blackwater.

Gli Usa non hanno commentato il video ma, in precedenza, il ministero della Difesa aveva annunciato che un civile, dipendente dell'esercito americano in Iraq, era disperso dal 23 gennaio. Si tratta di "Issa T. Salomi, 63 anni, originario di Al-Cajon (California). L'ultima volta è stato visto a Baghdad - si legge nel comunicato del ministero - Stiamo facendo ogni sforzo per ritrovarlo".

Se il sequestro verrà confermato, si tratterà del primo rapimento di uno straniero in Iraq dopo quello di cinque britannici, presi in ostaggio nel 2007 dallo stesso gruppo sciita. Di loro solo uno, Peter Moore, è stato rilasciato in buone condizioni di salute lo scorso dicembre, mentre di altri due sono stati riconsegnati i cadaveri. L'uomo del video messo in rete ieri, che dura meno di due minuti, dice di stare bene.

"Vorrei dire a tutte le persone della mia famiglia, soprattutto a mia moglie, ai miei figli e ai miei amici che sono trattato bene e sono in buona salute - recita - vorrei fare una richiesta speciale al governo degli Stati Uniti ... da parte della resistenza irachena, per la liberazione di tutti i detenuti che hanno resistito all'occupazione e che non sono mai stati coinvolti in crimini gravi contro i loro concittadini".

"La seconda richiesta è di portare in tribunale e condannare i membri della società Blackwater che hanno commesso crimini ingiustificabili contro cittadini iracheni innocenti che erano solo dei passanti ... Blackwader deve anche risarcire i familiari delle vittime". Infine ci deve essere "il completo ritiro delle truppe straniere dall'Iraq".

Cinque dipendenti di Blackwater sono accusati di aver aperto il fuoco sulla folla a Baghdad, in piazza Nousour, nel settembre 2007, uccidendo 17 iracheni.

Tutti hanno ammesso di aver sparato e ucciso, ma la società di sicurezza privata Usa ha sempre parlato di "legittima difesa". All'inizio di gennaio infine, un giudice federale americano ha fatto venir meno il processo contro i ‘contractor' grazie a cavilli giuridici.