La politica

Di Pietro viene confermato alla guida dell'Idv. Basta con le proteste sterili

08-02-2010

ROMA. Antonio Di Pietro viene confermato alla guida dell'Idv, e nel primo congresso del suo partito suggella la 'svolta' moderata. Per battere Berlusconi, da soli non bastiamo, dobbiamo unire le forze e abbandonare la 'sterile protesta', ora è il momento delle "responsabilità'', e di scegliere, con "umiltà'" e senza steccati, dei 'compagni di viaggio'. L'obiettivo è costruire una alternativa di governo per il quale - ha avvisato Di Pietro - 'siamo pronti'. Dopo la sua rielezione, con i delegati tutti in piedi ad applaudire e a mostrare la delega confermandolo, di fatto, per acclamazione, Di Pietro prende la parola, per segnare ancora una volta la nuova prospettiva verso la quale vuole guidare il partito. Una prospettiva lunga che guarda al 2013, anche perché, spiega, non ci sono alle viste 'scosse' per il governo Berlusconi.

 "A differenza di altri - è il ragionamento - sono convinto che Berlusconi e diversi amici suoi sono lì per motivi giudiziari e avendo raggiunto quello che hanno raggiunto e con una maggioranza asservita che fa le leggi a loro uso e consumo, mi sembra difficile vogliano tornare normali cittadini e sottoporsi alla giustizia. Dunque devo tenere conto che devo remare fino al 2013". In questo tempo, (dopo il quale, ribadisce, "anch'io ho voglia di tornare alla mia masseria") va costruita una alternativa di governo e per questo la lotta non basta più, bisogna costruire il governo. "E' finito - scandisce l'ex pm - il tempo della sterile protesta, comincia il tempo della grande responsabilità". "Abbiamo fatto resistenza, resistenza, resistenza, che ci voleva a un regime piduista ma ora siamo alla svolta: siamo pronti al governo", ha detto Di Pietro, rivendicando l'alternativa come obiettivo dell'Idv che "non è più un "partitino" ma si candida a essere "seconda gamba importante su cui mettere in piedi la coalizione". Per fare questo serve collaborazione con le altre forze di centrosinistra e dunque "non rincorriamo più il voto alleato, ci alleiamo". E questo "senza steccati", guardando all'opposizione nel suo complesso, anche a quella moderata, e costruendo programmi alternativi insieme. "Abbiamo un programma - sottolinea - e oggi stabiliamo anche chi sono i nostri compagni di viaggio. Sappiamo che da soli non bastiamo".

Tema, questo delle alleanze, che non lascia indifferente lo 'sfidante-ombra' di Di Pietro, Luigi De Magistris che avverte: "piuttosto che le armate Brancaleone per buttare a mare Berlusconi, meglio restare un altro po' all'opposizione". Il leader dell'Idv, che annuncia per l'ex pm campano un "incarico di primo piano nel partito" ha, però, una risposta anche su questo. Bisogna "fare tesoro del passato". Leggi, dell'esperienza dell'Unione e capire che "con la litigiosità che c'era non si va da nessuna parte"; e dunque, ancora una volta bisogna "avere senso di responsabilità". Di Pietro vince così il suo congresso, che ha avuto dei colpi di scena, come l'arrivo del candidato del Pd in Campania Vincenzo De Luca, fino alla 'svolta' impressa dall'ex pm. E non ne esce per nulla scalfito nonostante alcuni malumori che percorrevano il partito dalla base prima del suo avvio. Gradisce il Pd che si ritrova più unito al nuovo Idv 'di governo', critica Casini che avverte: "L'Idv è un macigno su qualsiasi alternativa credibile al governo Berlusconi". E il Pdl ne approfitta per invitare l'Udc a mollare un Pd da oggi troppo vicino a Di Pietro.