Centrale Kleen Energy di Middletown. Blicancio 5 morti e 12 feriti. Ma proseguono le ricerche
MIDDLETOWN (Ct.). Il bilancio della tragedia che ha scosso la cittadina di Middletown è di 5 morti e 12 feriti, mentre proseguono le ricerche di altre possibili vittime travolte dalle macerie nella giornata seguente l'esplosione nella centrale elettrica Kleen Energy di Middletown.
Salvatore Cavaliere di 43 anni stava lavorando da un mese nell'impianto distrutto ed è salvo per miracolo. Ad America Oggi ha raccontato che si trovava nella turbina Ct2 assieme ad altri 3 operai alle 11,10 di domenica mattina quando è stata azionata per la seconda volta la valvola di alimentazione del gas naturale. Ha raccontato di avere sentito un acre odore di gas, mentre un suo collega stava lavorando con la fiamma ossidrica ad una tubatura di 18 pollici che portava il gas alla turbina per il collaudo. "Sono uscito per prendere degli utensili e dopo pochi istanti si è verificata l'esplosione. Uno degli operai che si trovava con me purtroppo è morto. L'altro si è salvato e quando mi ha visto mi è corso incontro abbracciandomi: ci siamo salvati mi ha detto, ma fuori - ha proseguito - c'era la morte in persona. Ho visto brandelli di corpi, una testa senza il restro del corpo a terra. È stata una visione apocalittica".
Salvatore è stato sbalzato dalla deflagrazione che si è verificata alle 11,17 a 20 piedi di distanza, ha riportato contusioni e ustioni, ma se l'è cavata. Zoppica e sul suo volto si legge la disperazione di avere perso amici con i quali lavorava, ma soprattutto è rimasto sconvolto dalla visione di corpi martoriati tutto intorno a lui. "Sembrava - precisa - l'apocalisse con le fiamme che si propagavano orizzontalmente per un lungo tratto". Salvatore è arrivato a Middletown da Melilli, come tanti altri qui in questa zona del Connecticut, quando aveva 4 anni. È rimasto in ospedale per le cure immediate ed è stato dimesso ieri in mattinata. Ha precisato che nell'impianto c'erano assieme a lui almeno 200 operai e che non conosce la sorte di alcuni di loro. Ha detto che normalmente nell'impianto lavoravano almeno 700-800 persone, ma che essendo domenica il numero degli addetti era limitato a coloro che avrebbero dovuto provare le turbine.
Nuccio Liseo, vice presidente della Italian Society di Middletown che ha sede davanti al palazzo comunale, pure lui immigrato da Melilli in Sicilia, ha detto che si trovava nel locale al momento dello scoppio e di avere ricevuto la telefonata della moglie che pensava fosse scoppiata la caldaia di casa, di essersi affacciato alla finestra del club e di avere visto il fumo che s'innalzava dall'altra parte della collina che costeggia il fiume dove sorge la centrale elettrica.
Tommaso Progano, titolare del ristorante La Cantina al centro di Middletown, ha raccontato che al momento dell'esplosione si trovava nella sua fattoria e che sono stati i cavalli ad allarmarlo perchè avevano preso la corsa e non volevano fermarsi. Le autorità hanno la bocca cucita, sostengono che nessuno manca all'appello, ma secondo alcune fonti non vogliono dire che alcune persone sono ancora date per disperse. Liseo ha riferito che dopo solo pochi minuti dalla tragedia i telefoni erano intasati da persone di Melilli che stavano chiamando per avere notizie di familiari, visto che i melillesi sono più numerosi in questa città - dove si contano in termini di 30 mila - che in Sicilia.
Dario Lombardo, residente in località Higganum, a 10 minuti da Middletown, lavora alla centrale eletrrica Pratt & Whitney, un impianto più piccolo di quello andato distrutto. Ha raccontato che aveva terminato il turno di notte e si trovava a casa. "Ho pensato al terremoto perchè l'intera abitazione ha tremato. Un amico mi ha chiamato e mi ha detto che era scoppiata la centrale in costruzione". Ha detto che questa nuova avrebbe dovuto impiegare almeno 1.500 persone "una grande opportunità per la comunità di questa zona" ha sottolineato.
Il sindaco Sebastian Giuliano mostra con orgoglio i ricordi di Melilli nel suo ufficio, è al suo terzo mandato, è nato a Middletown e ha detto che stava uscendo dalla chiesa quando ha sentito il gran botto, "ma non sapevo cosa esattamente fosse successo". Conferma 5 decessi e 12 feriti, ma precisa che le squadre d'emergenza stanno ancora cercando tra le macerie "perchè non sappiamo se qualcuno che non era nell'elenco dei lavoratori di domenica si trovava nell'impianto e non saremo soddisfatti fino a quando non saranno rimosse tutte le macerie, pezzo per pezzo. Il problema - ha aggiunto - è che ci troviamo di fronte ad una situazione che somiglia a Cernobyl dove regna solo distruzione". I nomi delle vittime sono: Peter Chetulis di Thomaston Conn, Ronald Crabb di Colchester Conn, Raymond Dobratz di Old Saybrook Conn, Roy Rushton di Hamolton Ontario (Canada), Chris Walters di Florrisant Missouri.
Anche molte abitazioni dei paraggi sono state danneggiate, chi ha visto andare i vetri in frantumi, chi si è visto l'ingresso divelto dal forte spostamento d'aria.
Il capo della polizia, Patrick McMahon, in conferenza stampa nel primo pomeriggio ha detto che è stato emesso un mandato di perquisizione per accertare le cause dell'esplosione che ha intersessato una vasta area del complesso che copre una superficie di 143 acri. "Non possiamo essere certi che non ci siano altre vittime. Si tratta di un lavoro difficile e delicato perchè prima d'ogni altra cosa - ha sottolineato - abbiamo dovuto mettere in sicurezza l'area e stabilizzare le rovine".
Il sindaco Giuliano ha aggiunto che l'impianto era quasi completamente terminato e che avrebbe dovuto essere messo in funzione a giugno. Ora però è sotto la giurisdizione delle autorità federali che stanno procedendo all'inchiesta per accertare eventuali responsabilità e non consentono l'accesso neppure alle autorità locali che sono tenute alla larga. "Ero sul luogo del disastro domenica, assieme al governatore e ad altri responsabili dell'agenzia federale Homeland Security. Ma per il momento non ci è consentito di entrare nella zona. Per il momento siamo concentrati ad assistere le famiglie che hanno perso i loro cari. Ora come ora - ha risposto a chi chiedeva ulteriori notizie - non sappiamo nulla di nulla, niente di certo".
Il capo dei pompieri Al Santostefano ha ripetuto quello che altri avevano già dichiarato: "non possiamo escludere che vi siano altre vittime, per il momento ci atteniamo al bilancio noto". Tra i nominativi delle persone decedute non figura alcun italiano: si tratta di dipendenti di ditte specializzate venuti da fuori zona, anche dal Canada, per il collaudo.
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