Dagli USA

USA. Sanità. Obama vuole il Summit. Repubblicani scettici

09-02-2010

WASHINGTON. Il tentativo del presidente Barack Obama di riconquistare la iniziativa nella battaglia per la riforma sanitaria, lanciando un summit con i repubblicani il 25 febbraio per ascoltare le loro idee, è stato accolto con molto scetticismo dal partito di opposizione che sospetta una trappola. Il fatto che il summit sarà trasmesso in diretta alla Tv ha aumentato ulteriormente le perplessità dei repubblicani che hanno fatto della promessa mancata di Obama - che aveva detto che le discussioni sulla riforma della sanità (in omaggio alla trasparenza) sarebbero state mostrate sulla Tv pubblica - un'arma di attacco. Obama ha lanciato domenica a sorpresa la proposta di convocare un summit sulla riforma sanitaria, con la partecipazione di repubblicani e democratici, per "analizzare in modo sistematico le idee migliori in circolazione e fare progressi".

Ma i repubblicani sono lesti a replicare che i democratici, finché potevano contare al senato sulla 'maggioranza blondata' di 60 voti, avevano di fatto escluso il partito di opposizione dal dibattito sulla storica legislazione. Adesso che, con la perdita nel Massachusetts del seggio di Ted Kennedy, i democratici non posseggono più tale maggioranza - ironizzano i repubblicani - improvvisamente è stato riscoperto lo spirito bipartisan, rimasto nettamente assente nei primi dodici anni di Obama alla Casa Bianca. "Sono ovviamente contento che la Casa Bianca sembri finalmente interessata ad una conversazione vera e bipartisan sulla questione della riforma sanitaria - ha detto John Boehner, leader della minoranza repubblicana al Senato - Il problema di base con la legge sulla riforma sanitaria non è che gli americani non la capiscono. Il problema è che gli americani la capiscono e non la desiderano".

Ma ancora prima del summit sulla riforma sanitaria si è profilata una divergenza fondamentale tra le due parti. Mentre il presidente Obama desidera non sprecare il lavoro fatto fino ad adesso ed usare i testi già approvati dalla Camera e dal Senato come base di discussione, i repubblicani desiderano invece un approccio diverso: "Il modo migliore per avviare una riforma vera e bipartisan - ha affermato Boehner - è buttare via le leggi finora discusse e concentrarsi invece su un approccio graduale, passo per passo, che possa diminuire i costi della copertura sanitaria e nello stesso tempo aumentare il numero di coloro che sono coperti". Esiste quindi una chiara differenza filosofica tra le due parti sul miglior modo per affrontare il problema.

Appare quasi certo che il summit sulla sanità del 25 febbraio riuscirà a risolvere ben pochi dei problemi esistenti. Ma per Obama sarà un'ottima occasione per rilanciare il dibattito sul problema che ha messo al primo posto della agenda domestica del suo primo anno da presidente, per mantenere infine la sua promessa della discussione televisiva e per rispondere nello stesso tempo alle esortazioni dei democratici di giocare un ruolo più attivo nella battaglia per la storica riforma.