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Queens. L'arbitro Paparesta racconta... Dibattito sul calcio italiano organizzato dall'Inter Club

di Francesco D'Amico

09-02-2010

Interessantissima conferenza quella che si è svolta domenica mattina nei locali dell'Inter Club Moratti USA di Middle Village, Queens. 

La presenza di Gianluca Paparesta, ex arbitro di livello internazionale, ha permesso di predisporre un approfondito dibattito circa lo stato del calcio italiano e i retroscena che ad esso sono legati.

Moderatore della conferenza è stato Giovanni Savarese, ex attaccante della Nazionale Venezuelana e dei New York Metro Stars, adesso commentatore per la rete televisiva ESPN e allenatore di una squadra Under-18.

Savarese ha iniziato il meeting elogiando l'ospite d'onore ed elencando i suoi successi, soprattutto ricordando le difficoltà del mestiere dell'arbitro, in quanto, come lui stesso aggiunge «al tuo fianco in alcune difficoltà hai solo la tua famiglia e i tuoi amici, soprattutto per le troppe pressioni che questo lavoro porta con sé; i direttori di gara non sono valutati a sufficienza per il loro valore, in quanto, per essere arbitri bisogna essere delle persone molto capaci». 

Paparesta prendendo la parola ha ringraziato l'Inter Club per l'invito e per l'ospitalità dimostrata, ed ha cominciato un interessantissimo excursus sulla sua passione per il calcio, che gli scorre naturalmente nelle vene (suo padre infatti era un arbitro di serie A come lui), e sulla sua scalata verso la direzione di gara a livello nazionale, culminata con la Serie A e nel 2003 con l'elevazione al grado di internazionale. Adesso ricopre la carica di Assessore al Comune di Bari, la sua città natale, con delega al Mezzogiorno, politiche comunitarie, piano strategico, rapporti internazionali, marketing territoriale e comunicazione delle istituzioni.

Il suo non è un abbandono totale del mondo calcistico; Paparesta infatti dichiara di valutare al momento il rientro come dirigente in qualche società. A riguardo del mondo arbitrale Paparesta è pronto a mettere la mano sul fuoco su tutti i suoi colleghi arbitri. In Italia l'arbitraggio è soggetto ad un'analisi spietata dei Media - spiega ancora l'ex arbitro - ogni episodio è visto e rivisto dalla moviola con le difficoltà ovvie del caso». In proposito ha raccontato un divertente aneddoto sul suo primo big match arbitrato, Milan - Juventus. «Ero emozionato, era un posticipo serale ed era la prima volta a San Siro  - racconta - durante la partita diedi un rigore al Milan, a detta di tutti coloro che avevano visto l'azione sul campo, nettissimo. A fine partita Ancelotti, che allora allenava la Juve, venne a complimentarsi per il mio arbitrato. Ero soddisfatto, ma dopo la doccia, Ancelotti ribussò per dirmi che confermava i complimenti, ma in tv aveva visto che avevo dato un rigore al Milan che non c'era».  «Se dovessi entrare nel mondo del calcio da dirigente - continua ancora Paparesta - cercherò di fare del calcio un momento di festa, alla stregua dell'Inghilterra o degli Stati Uniti dove lo sport viene visto veramente come un spettacolo e nulla di più, in questo modo le tensioni scomparirebbero e i problemi di sorta sarebbero solo un brutto ricordo, anche l'errore dell'arbitro potrebbe essere vissuto in maniera diversa».  

Il moderatore Savarese ha raccontato la sua esperienza come calciatore in Inghilterra dove a differenza dell'Italia, si sta senza transenne e dove i tifosi si guardano bene dal creare problemi, pena l'esclusione dagli stadi a vita. Successivamente lo stesso moderatore ha dato la parola all'arbitro locale Alberto Giordano, che oltre ad essere stato un giocatore, è stato un arbitro della Major League Soccer Americana; adesso è un arbitro a livello di College. Giordano ha raccontato la sua esperienza puntualizzando le differenze tra il calcio italiano e quello americano, dove  questo sport è visto ancora come una sana e divertente attività fisica.  

Giovanni Savarese ha introdotto anche un altro ospite, Gaetano Messina, ex calciatore ed ora allenatore di squadre giovanili. Messina oltre a complimentarsi con Paparesta ha introdotto il tema della confusione nell'applicazione di alcune regole calcistiche, creata soprattutto da alcune trasmissioni televisive. Gianluca Paparesta ha detto che a parer suo, è importante che i moviolisti televisivi spieghino bene le regole calcistiche per evitare che quello che accade in Serie A si ripercuota sui campi minori, e poi se la prendono con l'arbitro e, specialmente nei campionati dilettantistici, il direttore di gara rischia anche aggressioni fisiche. 

Uno degli ultimi argomenti affrontati nella conferenza è stato quello relativo all'utilizzo della moviola in campo, della quale Paparesta si è dimostrato favorevole solo in certe occasioni  «quando l'arbitro è in dubbio se la palla è entrata o no, o  sulla condotta violenta - dichiara - in linea di massima direi che dovrebbe essere il direttore di gara a decidere se e quando utilizzare la moviola; se ha dei dubbi, vi si ricorre, preferisco infatti un'innovazione tecnologica che dia certezze ad un aumento del numero di arbitri in campo». 

Gianluca Paparesta ha anche parlato del suo rapporto con i giocatori, soprattutto di quelli irascibili come Gennaro "ringhio" Gattuso, che fuori dal campo è un ragazzo tranquillo, ma durante le gare si trasforma e si lamenta per qualsiasi cosa fischiata. «Mi ha ringhiato in faccia persino durante un'amichevole con la Nazionale cantanti» ha aggiunto Paparesta. 

Giovanni Savarese ha chiuso la conferenza sottolineando che è stata molto produttiva soprattutto perché ha fatto rivalutare ai tanti presenti la categoria arbitrale ed è stata utile anche per analizzare alcuni aspetti sconosciuti del calcio italiano.