La città

Paterson. Aria di dimissioni. Sempre più insistenti le voci sul govenatore dello Stato di New York

di Marco Giusti

09-02-2010

 

Albany in fermento. L'ufficio del governatore di New York David Paterson ha nuovamente smentito le voci circolate ancora oggi su Internet e su alcuni giornali secondo cui starebbe per dimettersi in seguito a un grosso scandalo.

Il senato si riunisce oggi e sull'genda dei lavori c'è la decisione se espellere, o meno, il senatore Hiram Monserrate, riconosciuto colpevole nei mesi scorsi dal tribunale di Queens di aver malmenato la sua convivente. Una proposta, questa, avanzata dal leader della maggioranza al senato, Pedro Espada.

Come i nostri lettori ricorderanno, nel mezzo dell'estate Pedro Espada e Hiram Monserrate, entrambi democratici, decisero di passare nelle file repubblicane. Il Senato statale, prima della loro decisione, vedeva la maggioranza dei democratici per 51 seggi a 49 dei repubblicani. Con la loro mossa i repubblicani, che fino ad allora erano stati all'opposizione, ottennero la maggioranza. Un teatrino vergognoso tanto che pochi giorni dopo il senatore Monserrate decise di tornare nei ranghi. Una mossa che non è bastata perchè in Senato ci fu una salomonica parità di 50 a 50. Solo dopo che al senatore Pedro Espada, che non ne aveva diritto per la sua anzianità, gli venne eccezionalmente concesso il titolo ( e il salario) di Democratic Majority Leader, cioè leader della maggioranza democratica, tornò tra le fila del suo partito. Ed ecco che ieri il senatore Espada ha messo in agenda dei lavori una proposta che modifica la legge attuale che vuole che solo chi sia stato condannato per un "felony", cioè un reato grave, venga espulso.  Lui vuole che la stessa misura venga applicata anche per chi viene condannato per un reato "misdemeanor", cioè un reato "minore".

Al Senato, però, è stato fatto notare al "Majority Leader" che anche se la legge dovesse passare, non avrebbe valore retroattivo e quindi Monserrate non verrebbe comunque costretto a dimettersi.

Ma torniamo al governatore. Da giorni sul web e sui tabloid di New York circolano insistenti voci secondo cui Paterson - subentrato al predecessore Eliot Spitzer dimissionario a sua volta dopo esser stato coinvolto in un giro di squillo di lusso - sarebbe al centro di un'inchiesta del New York Times i cui contenuti sarebbero di portata tale da costringerlo ad abbandonare la politica. Paterson deve rimettere il mandato agli elettori nelle elezioni di novembre tra sondaggi che lo vedono sempre più impopolare. Ieri il governatore ha incontrato in segreto i leader democratici dello Stato per parlare delle prospettive della sua rielezione.

Il portavoce della campagna di Paterson, Richard Fife, ha detto che l'incontro non ha avuto niente a che vedere con le voci scandalistiche che circolano da giorni, ma che si è trattato di "conversazioni di routine in campagna elettorale". Molti democratici nelle settimane scorse hanno detto di preferire Andrew Cuomo, l'attuale Attorney General, come candidato governatore.