Dal Mondo

Nucleare. Iran, via all'arricchimento dell'uranio. Usa e Francia: una provocazione, ora sanzioni dure

09-02-2010

 

TEHERAN. L'Iran avvia la produzione di uranio arricchito al 20% e in risposta l'Occidente moltiplica i suoi sforzi per adottare sanzioni contro Teheran.

Dopo una settimana di dichiarazioni contraddittorie da parte della Repubblica islamica, la strada verso un accordo sullo scambio di combustibile nucleare sembra essere sbarrata e il braccio di ferro si inasprisce ulteriormente.

Come preannunciato domenica dal presidente Mahmud Ahmadinejad, Teheran ha notificato ieri all'Agenzia internazionale per l'energia atomica (Aiea) la decisione di cominciare a partire da ooggi e domani, l'arricchimento al 20% per alimentare un reattore con finalità mediche.

La notizia, resa nota dal capo dell'Organizzazione nazionale per l'energia atomica, Ali Akbar Salehi, è stata confermata dalla stessa Aiea e ha trovato la reazione immediata di Stati Uniti e Paesi europei.

Da Washington l'annuncio iraniano è stato definito "una mossa provocatoria" che "sfida le risoluzioni delle Nazioni Unite". E da Parigi il presidente francese Nicolas Sarkozy e il segretario di Stato Usa alla Difesa, Robert Gates, secondo quanto si è appreso a margine di un loro incontro, hanno concordato sulla necessità di "sanzioni forti" da imporre contro il programma nucleare dell'Iran pur "nella speranza di riprendere i negoziati".

Dal canto suo il ministro della Difesa francese Hervé Morin ha precisato che Parigi e Washington intendono "lavorare" in seno al Consiglio di sicurezza dell'Onu per ottenere sanzioni contro la Repubblica islamica.

Mentre il ministro degli Esteri francese, Bernard Kouchner, ha parlato di un vero e proprio "ricatto" da parte dell'Iran, mettendo tra l'altro in dubbio l'effettiva capacità di Teheran di produrre combustibile a partire da uranio arricchito al 20%.

Ma anche la Russia, finora contraria all'inasprimento delle sanzioni, è intervenuta per affermare che l'arricchimento dell'uranio iraniano deve avvenire all'estero.

L'Iran ha rifiutato un accordo proposto in ottobre da Usa, Russia e Francia in base al quale Teheran avrebbe ottenuto dall'estero l'uranio arricchito al 20% in cambio della consegna del 70% delle sue scorte di uranio arricchito al 3,5%.

In questi ultimi mesi varie autorità iraniane hanno parlato di diverse controproposte, che però non sono state concretizzate in un documento scritto all'Agenzia internazionale per l'energia atomica. Ciò ha rafforzato tra i Paesi occidentali il convincimento che l'Iran intende solo guadagnare tempo per evitare l'imposizione di dure sanzioni, soprattutto in seguito alle numerose prese di posizione contraddittorie dell'ultima settimana, che hanno alternato segnali di apertura a nette chiusure.

Dalla sua sede di Vienna l'Aiea, nel confermare la notifica ricevuta da Teheran, ha espresso inquietudine dato che la decisione iraniana va contro gli sforzi che si stanno facendo per salvare la bozza d'accordo sul nucleare redatta lo scorso ottobre dalle potenze occidentali del 5+1.

Martedì scorso Ahmadinejad, in un'intervista televisiva, aveva detto che il suo Paese era pronto ad un accordo.

Venerdì il ministro degli Esteri Manuchehr Mottaki ha affermato che un'intesa era ormai vicina.

Il giorno dopo il presidente del Parlamento ed ex negoziatore sul nucleare, Ali Larijani, ha detto che uno scambio di uranio sarebbe stato "un imbroglio" dell'Occidente.

Ieri, nel dare l'annuncio dell'avvio dell'arricchimento, ancora Ahmadinejad ha aggiunto che la porta rimaneva aperta per una possibile ‘cooperazione'‘ con la comunità internazionale. Una posizione che ha ribadito oggi, sottolineando però che "l'Occidente deve mettere fine alle sue politiche coloniali".

"Non possiamo più accettare questa tendenza a prendere tempo", ha detto ieri il ministro degli Esteri italiano Franco Frattini, che ha ricevuto Robert Gates a Roma.

Mentre Kouchner ha invitato la comunità internazionale a "non essere troppo sensibile alle diverse dichiarazioni contraddittorie" delle autorità iraniane