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Apertura dei Giochi Olimpici tra le lacrime. Muore l'atleta georgiano Kumaritashvili

13-02-2010

Per l'atleta giorgiano Nodar Kumaritashvili è stato fatale un volo fuori dal budello ghiacciato durante le prove alla vigilia dell'esordio delle gare, e il conseguente impatto violentissimo contro un palo metallico. A nulla sono serviti i soccorsi, l'atleta è morto in pochi istanti. La Georgia ha comunque confermato la partecipazione ai giochi

VANCOUVER (CANADA) - La tragedia irrompe ai Giochi nel giorno più dolce, quello dedicato alle emozioni senza adrenalina della cerimonia d'apertura. Sulle piste di Whistler muore un giovane atleta georgiano dello slittino, Nodar Kumaritashvili. Fatale un volo fuori dal budello ghiacciato durante le prove alla vigilia dell'esordio delle gare, e il conseguente impatto violentissimo contro un palo metallico. L'incidente è apparso subito gravissimo: il giovane atleta, 21 anni compiuti lo scorso novembre, ha perso il controllo dello slittino, schizzando fuori dalla traiettoria a 150 km l'ora. La Georgia e i responsabili del Comitato olimpico georgiano hanno deciso di confermare la partecipazione ai Giochi. La delegazione, durante la cerimonia di apertura dedicata proprio all'atleta scomparso, ha sfilato tra lacrime e applausi.

Il dramma si è consumato in pochi istanti: il suo corpo è sbalzato via, e la corse folle è finita su uno dei pali che costeggiano il tracciato ghiacciato sede delle prove olimpiche di slittino, bob e skeleton. La testa già reclinata, il volto insanguinato e le gambe inerti hanno fatto subito temere il peggio: a Kumaritashvili è stato praticato il massaggio cardiaco, ma non c'é stato niente da fare. L'ambulanza è andata via mesta, senza le sirene spiegate che avrebbero almeno tenuto in piedi la speranza. E invece a Whistler è calato il silenzio, proprio quando gli atleti si stavano preparando per scendere a valle e partecipare al grande show della cerimonia inaugurale. Le prove dello slittino (qualche problema c'era stato persino per l'esperto campionissimo azzurro Armin Zoeggeler) sono state interrotte e tutti i tecnici si sono riuniti con i vertici della federazione internazionale: è anche partita un'inchiesta per capire la pericolosità di questo tracciato in cui si riescono a raggiungere fino a 154 km l'ora. Missili umani. Il georgiano era giovane, con poca esperienza a livello internazionale e aveva chiuso al 55/o posto la coppa del mondo della passata stagione. Sui Giochi torna così il sangue, diverso nella motivazione rispetto a certi drammi del passato ma ugualmente tragico.

A Monaco, nel 1972, il sangue piombò sulla rassegna estiva con il massacro degli israeliani, vittime di un agguato organizzato da guerriglieri palestinesi. Era un atto di terrorismo che veniva da lontano e che trovò sul palco dei Giochi il miglior scenario e la maggiore efficacia. Ma non mancano purtroppo tragedie legate alle competizioni sportive nel passato olimpico invernale: nel 1992 ad Albertville morì lo sciatore Nicolas Bochatay, gareggiava in libera.

Nel 1964 a Innsbruck, in Austria, morì l'altro sciatore australiano Ross Milne, 19 anni, e in prova perse la vita uno slittinista britannico, Kazimierz Kay-Skrzypeski. Tragedie come quella che ha gettato un'ombra su Vancouver, risvegliatasi oggi con il sorriso dei giorni di festa. E invece la morte ha tolto la gioia non solo alla città dei "cuori ardenti", ma a tutto il mondo olimpico: e chissà se potrà tornare.

Nodar Kumaritashvili era nato il 25 novembre 1988 a Boryomi, in Georgia. Alto un metro e 76 cm per 80 kg di peso, non era ancora un atleta di punta in questa disciplina. Nella quinta prova si era piazzato 32/o. Nella sesta ed ultima l'incidente mortale, con l'uscita di pista mentre viaggiava a 144,3 km orari e l'urto contro un pilone.

"E' un dolore grandissimo, un incidente incredibile". Kurt Brugger, responsabile azzurro dello slittino ed allenatore di Armin Zoeggeler, commenta così la notizia della morte dello slittinista georgiano.

L'ex ct azzurro della squadra di slittino, Marco Andreatta, ha escluso che l'incidente in cui a Vancouver ha perso la vita l'atleta georgiano Nodar Kumaritashvili possa essere stato causato da problemi tecnici alla pista, dovuti alle particolari condizioni meteorologiche. "Ho visto le immagini, sono effettivamente scioccanti ma credo non ci siano dubbi - ha detto all'Ansa Marco Andreatta -: Kumaritashvili ha commesso un primo errore, ha istintivamente cercato di correggersi e questo lo ha portato a perdere definitivamente il controllo dello slittino".

In un primo tempo erano circolate voci a Vancouver secondo cui la pista di slittino era diventata troppo veloce a causa di problemi di umidità. "Lo escludo al cento per cento - ha detto Andreatta - La pista viene testata e refrigerata in modo ottimale, prima di essere omologata deve superare test severissimi. La verità è purtroppo banale: Kumaritashvili ha commesso un piccolo errore e lo ha pagato carissimo".

LA PISTA DELLA TRAGEDIA
La pista della tragedia di Whistler, allo Sliding Center, è lunga per gli uomini 1.450 metri con 152 di dislivello, da quota 939 a 787 metri. Il tracciato ha 16 curve con punte previste di velocità calcolate sui 137 km orari. Ma in queste prove sono stati toccati i 154 km/h e l'incidente all'atleta georgiano è avvenuto mentre viaggiava a 144,3 km/h. La pista è in un impianto che può ospitare 12 mila spettatori. E' costato 71 milioni di euro. Oltre che in slittino, ospita le gare di bob e skeleton.

TRAGEDIA, GLI ATLETI MORTI ALLE OLIMPIADI - Lo slittinista non è il primo atleta morto in avvicinamento o durante le Olimpiadi. Ecco un elenco delle vittime.

OLIMPIADI INVERNALI
- INNSBRUCK (Austria), 1964: Lo sciatore australiano Ross Milne, 19 anni, esce di pista e muore nei giorni precedenti l'apertura dei Giochi. Anche lo slittinista britannico Kazimierz Kay-Skrzypeski muore in allenamento prima dei Giochi.
- CALGARY (Canada) 1988: Joerg Oberhammer, medico della squadra austriaca, muore travolto da un veicolo in pista. - ALBERTVILLE (Francia) 1992: Nicolas Bochatay, sciatore svizzero di supervelocità - disciplina dimostrativa, esclusa dalle competizioni ufficiali - muore andando a sbattere contro un gatto delle nevi.

OLIMPIADI ESTIVE
- STOCCOLMA 1912: Il portoghese Francisco Lazaro, 21 anni, muore la maratona.
- ROMA 1960: Il ciclista danese Knud Enemark, 23 anni, cade e muore durante la prova a squadre su strada
- MONACO 1972: In un evento extrasportivo, gli atleti israeliani Mark Slavin (18 anni, lottatore), Eliezaar Halfen (24 anni, lottatore), David Mark Berger (28 anni, pesista), Zeev Friedman (28 anni, pesista) e Yosef Romano (32 anni, pesista) sono uccisi nel corso di una presa di ostaggi da parte di terroristi palestinesi

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