Dagli USA

Sanità. Obama rinuncia a convincere i repubblicani

27-02-2010

WASHINGTON. I democratici tenteranno di far approvare la riforma sanitaria al Congresso anche senza il sostegno dei repubblicani facendo ricorso a complesse e controverse procedure che richiedono la maggioranza semplice. Sette ore di maratona televisiva sulla sanità ieri hanno solo confermato infatti che democratici e repubblicani sono su posizioni non riconciliabili e che le opzioni del presidente Barack Obama per trovare una via di uscita alla trappola in cui si è cacciato da solo sono sempre più scarse.

L'inquilino della Casa Bianca, che ha tenuto banco durante il dibattito facendo il moderatore e il principale oratore nello stesso tempo, ha respinto senza esitazioni la proposta di base repubblicana di "ripartire da zero" e di avviare la riforma della mutua "in modo graduale". Obama ha invece sollecitato i repubblicani a fare proposte concrete da inserire nel piano già approvato dai democratici al Senato.  Il presidente Usa, che aveva aperto il dibattito con tono conciliante invitando le due parti a trovare terreno comune, ha concluso la lunga discussione con tono molto più bellicoso ammonendo che se i repubblicani continueranno nel loro ostruzionismo allora i democratici andranno per la loro strada e che saranno poi gli elettori a dare il giudizio finale: "Del resto le elezioni sono fatte per questo".

La speaker (presidente) della Camera Nancy Pelosi ha confermato ieri che questa sarà la strada che i democratici intendono seguire facendo scattare un complesso meccanismo procedurale che consente di approvare leggi al Senato anche con una semplice maggioranza (che i democratici posseggono) ma che é riservata però alle misure che hanno il potere di ridurre il deficit.

La procedura implica che per la riforma sanitaria sia presa come base la legge già approvata dal Senato, con lievi modifiche apportate dalla Camera. Ma questo potrebbe trasformarsi in un problema per Obama e per i leader democratici del Congresso perché numerosi deputati democratici moderati non gradiscono la versione approvata dal Senato e potrebbero quindi decidere di non votarla.

Il presidente Obama sa di avere una finestra temporale alquanto limitata per far approvare la riforma. La priorità dei parlamentari democratici, alle prese a novembre col rinnovo di tutta la Camera, è quella della creazione di nuovi posti di lavoro e la riforma sanitaria è vista a questo punto soprattutto come una distrazione dai problemi degli americani.

I sondaggi di opinione confermano la difficoltà della situazione di Obama che ha fatto della riforma sanitaria il punto principale della sua agenda di politica interna. Solo il 42 per cento degli americani è favorevole al progetto elaborato dai democratici - rivela un sondaggio per Usa Today - mentre il 49 per cento è contrario.  Ne risente anche la popolarità personale di Obama: solo il 44 per cento degli americani, secondo un sondaggio di ieri dell'Istituto Rasmussen, approva il suo operato, un record negativo per l'inquilino della Casa Bianca. Se il tentativo di far passare la riforma con solo i voti democratici dovesse fallire, ad Obama resterebbe solo la opzione del "piano B": ovvero un progetto di riforma meno radicale che darebbe la mutua a 15 milioni di americani che non l'hanno anziché i 30 milioni del progetto attuale.