Economia

Stefano Parisi

Riciclaggio: indagate Sparkle e Fastweb

28-02-2010

ROMA. Trasferta milanese, ieri, per il gip del Tribunale di Roma, Aldo Morgigni, che nei giorni scorsi ha firmato i 56 ordini di custodia cautelare che hanno travolto big e dirigenti di Fastweb e Telecom Sparkle nell'inchiesta su un presunto maxiriciclaggio da due miliardi di euro.

Una trasferta nel capoluogo lombardo per effettuare gli interrogatori di garanzia per tre ex dirigenti di Fastweb, destinatari di altrettante ordinanze di custodia cautelare in carcere e che vede indagato anche l'ad della società Stefano Parisi e l'ex ad Silvio Scaglia, in carcere da due giorni a Roma. Il Gip ha interrogato Bruno Zito e Giuseppe Crudele, definiti dallo stesso Parisi "dipendenti infedeli" di Fasteweb, e l'ex componente del consiglio di amministrazione Mario Rossetti. Ieri mattina ha respinto ogni accusa Bruno Zito, il direttore commerciale di Fastweb. Nell'interrogatorio di garanzia che si è tenuto nel carcere di San Vittore, Zito, difeso dall'avvocato Bruno Assuma, ha "fornito importanti chiarimenti - ha precisato il legale - in ordine alla sua posizione processuale ed indicato elementi giudicati importanti, poiché chiarificatori dallo stesso giudice". Zito è accusato di aver partecipato alle attività di riciclaggio e di violazione di reati societari.

La procura di Roma ha espresso soddisfazione per l'esito dell'interrogatorio di Bruno Zito, che, secondo quanto si è appreso, avrebbe riconosciuto che le operazioni ritenute irregolari dagli inquirenti erano fittizie e di aver scoperto tale circostanze quando la magistratura cominciò ad indagare su queste operazioni da lui ritenute fino a quel momento, invece regolari. Si è avvalso, invece, della facoltà di non rispondere Mario Rossetti, ex componente del Consiglio di amministrazione di Fastweb. Il manager, assistito dagli avvocati Lucio Lucia e Vittorio Virga, ha preferito non rispondere al Gip, nel carcere milanese di San Vittore. Così come non hanno risposto al Gip Aldo Morgigni altri due dei quattro detenuti a Milano nell'ambito dell'inchiesta sul maxi riciclaggio da 2 miliardi di euro: Giuseppe Crudele ex dirigente di Fastweb, e l'imprenditore Francesco Fragomelli.

Domani, intanto, rientrerà nella capitale il procuratore aggiunto di Roma, Giancarlo Capaldo, che è in missione all'estero per visionare il materiale sequestrato e per avviare le procedure di estradizioni di alcuni degli arrestati. Alcuni indagati sono stati, infatti, fermati negli Usa, in Inghilterra e in Lussemburgo. Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, infatti, l'organizzazione criminale riciclava centinaia di milioni di euro tramite una rete di società appositamente costituite in Italia e all'estero. Gli interrogatori di garanzia della magistratura romana riprenderanno sempre lunedì prossimo con le audizioni di tre dei quattro indagati posti agli arresti domiciliari. Il quarto è tutt'ora latitante.

Ad inizio settimana gli inquirenti faranno anche un punto della situazione dopo questa tornata di interrogatori di garanzia in attesa dell'audizione di Silvio Scaglia, fondatore di Fastweb attualmente detenuto nel carcere di Rebibbia. L'atto istruttorio si terrà entro martedì prossimo. E proprio poche ore prima di costituirsi alla guardia di finanza, atterrando all'aeroporto romano di Ciampino, Scaglia aveva detto al suo avvocato di voler " chiarire tutto ai magistrati. Non ho mai fatto operazioni illecite durante la mia gestione di Fastweb. Già tre anni fa avevo dato tutte le spiegazioni ai pm".