Lambro. PO. Fermata onda nera
VENEZIA. La Protezione civile è sicura di aver fermato l' "onda nera" e un possibile disastro ambientale di grandi proporzioni, ma per i governatori di Veneto e Lombardia il rischio di danni ingenti per l'inquinamento partito dal Lambro e sceso fino alla foce del Po esiste ed è quantificabile.
Il presidente della Lombardia, Roberto Formigoni, ha annunciato che la Regione stanzierà 20 milioni di euro per il recupero del Lambro colpito dal petrolio uscito dalle cisterne della raffineria ‘Lombarda Petroli' di Villasanta.
Il governatore del Veneto Giancarlo Galan ha invece reso noto che oggi darà disposizione affinché la Regione del Veneto si costituisca parte civile "per i danni che ha causato o causerà il gravissimo inquinamento in corso lungo il fiume Po". Analogo intenzione è già stata annunciata sabato dal presidente dell'Emilia Romagna, Vasco Errani.
Poi c'é un "indigeno", il presidente del Consorzio di sviluppo di Rovigo Angelo Zanellato, che abita proprio a Polesine Camerini, alla foce del grande fiume, e fissa preoccupato le acque che danno lavoro solo con pesca e acquacoltura a più di 4000 persone: "La situazione alla foce é preoccupante - afferma - il problema è più grande di quello che si vuol far credere". Per il direttore del Servizio rischi naturali della Protezione civile nazionale Nicola Dell'Acqua, che in giornata ha monitorato le acque del Po dall'alto, in elicottero, "rispetto a come poteva essere, la situazione non é assolutamente allarmante".
A vista, riferisce Dell'Acqua, "c'é un velo sottile sull'acqua" e qualche macchia sporadica che viaggia al centro del Po verso la foce, ma "come Protezione civile abbiamo fermato l'onda di catrame, poteva avvenire quello che è successo sul Danubio, ma lo abbiamo evitato". "Sono state recuperate almeno 500 tonnellate, la quasi totalità degli oli pesanti e del catrame riversati - quantifica il dirigente - ce ne saranno ancora pochi da raccogliere dalle sponde del Po, in acqua praticamente non più, se non quel velo sottile". "È chiaro - ammette Dell'Acqua - che di gasolio sul fiume ce n'é ancora, nessuno dice diversamente, però le analisi non superano lo 0,2 milligrammi per litro di idrocarburi".
Secondo Zanellato, "gli sbarramenti sul ramo del Po di Tolle e sul ramo del Po di Gnocca sono stati inefficaci: fra poco pioverà ed è annunciato vento di scirocco, ci sarà uno stagnamento dell' acqua nelle lagune, un problema gravissimo per la nostra pesca", il rischio è che l'inquinamento sedimenti.
"Come mai - chiede - c'é disparità di giudizio fra quanto sostiene il Cnr e quanto dice Bertolaso, perché quest'ultimo dice che non ci sono problemi? L'Istituto di ricerca sulle acque del Cnr dice invece che ci sarà un impatto inevitabile in Adriatico, da valutare a emergenza superata".
"Quello che succederà nei vari ecosistemi - ammette Dell'Acqua - lo potremo dire solo tra alcune settimane, dopo che si faranno analisi delle acque, dei terreni e sulle sponde".
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