Dagli USA

Carfagna. Nel processo di riforma delle Nazioni Unite valorizzare il ruolo delle donne

03-03-2010

NEW YORK. Accanto alla lotta a sostegno dei diritti umani e contro la violenza, il processo di riforma delle Nazioni Unite deve "valorizzare il ruolo che le donne svolgono in ogni paese per uno sviluppo sostenibile".

Ne è convinta il ministro italiano per le Pari Opportunità Mara Carfagna, secondo cui "l'evidenza è chiara: è semplicemente cattiva economia se non tutte le risorse umane - uomini e donne - sono in grado di partecipare all'attività economica e al sistema-Paese di ogni Nazione". Chiedendo "nuove risorse oltre all'autonomia necessaria a svolgere funzioni così complesse", il ministro italiano ne ha parlato nel suo intervento, oggi al Palazzo di Vetro dell'Onu, alla discussione generale in seno alla 54.ma sessione della Commissione sulla Condizione Femminile.

La sessione in corso in questi giorni a New York si svolge a 15 anni dalla Dichiarazione internazionale destinata a rimuovere gli ostacoli per trasformare in realtà la parità dei sessi. Una dichiarazione che secondo la Carfagna ha rappresentato "una svolta epocale nel riconoscimento del ruolo delle donne nello sviluppo politico, sociale e culturale all'interno di ogni società e dell'intero pianeta".

In Italia, è stato proprio dopo la conferenza di Pechino che è nato il ministero per le Pari Opportunità. Nel suo intervento il ministro italiano ha insistito sulla necessità "dell'attiva partecipazione delle donne nei processi decisionali e nel mondo del lavoro", settori in cui molto rimane ancora da fare anche perché "il 60% delle persone povere nel mondo sono donne e una delle principali cause della povertà femminile nel mondo è la disoccupazione".

Per tali ragioni è essenziale, tra le altre cose, favorire la formazione femminile e l'accesso al lavoro (mettendo un termine alla segregazione), oltre a creare "infrastrutture sociali per conciliare lavoro e vita familiare".

La Carfagna ha citato qualche esempio italiano: come il piano elaborato a dicembre in collaborazione con i ministeri per le Pari Opportunità e del Lavoro per l'inclusione lavorativa delle donne, o l'istituzione del Piano di interventi per la conciliazione (con formazione professionale, ma anche la promozione di asili condominiali) interamente finanziato dal ministero con 40 milioni di euro. Il ministro ha infine ricordato "l'importanza della tutela delle donne nei confronti delle molestie e della violenza sessuale", oltre "all'oramai decennale impegno italiano nella lotta alle mutilazioni genitali femminili".