Gli studenti dell’Hunter College in piazza
A metà strada tra Harlem, dove i leader della comunità nera decidevano la sorte del governatore Paterson e Staten Island dove il sindaco Bloomberg riempiva le buche sulle strade dopo le nevicate, nel campus dell'Hunter College nella Upper East Side di Manhattan centinaia di studenti inscenavano una delle più sonore manifestazioni di protesta contro minacciati aumenti di tuition, licenziamenti e Mta.
È stato un "walk out" spontaneo - hanno dichiarato gli universitari - che ha visto la partecipazione anche di insegnanti che sentono minacciato il proprio posto di lavoro nei college e nelle università di città e stato. Si sono ripetuti slogan "la mia istruzione non è in vendita" e "vogliamo la nostra istruzione ora", mentre a midtown si preparava un'altra manifestazione di protesta dei lavoratori organizzata da gruppi e sindacati contro i licenziamenti del personale della Mta, statali e gli aumenti indiscriminati che stanno subendo minoranze e classe lavoratrice, di fronte all'executive office del governatore David Paterson sulla Third Avenue.
Tra i manifestanti all'Hunter College c'era Roberto Scots che studia italiano. "Protestiamo perché gli studenti non possono accettare la privatizzazione delle istituzioni pubbliche. Negli Stati Uniti non ci fono fondi pubblici per il sistema universitario e quella parte di college e università che sono pubbliche stanno diventando sempre più private e questo significa un ulteriore sfruttamento di lavoratori precari e part time e la consequenza è la diminuzione di abilità di queste istituzioni di criticare la potenza privata in questo Paese, oltre al fatto che viene erosa la struttura del mercato del lavoro". Roberto continua sostenendo che se va avanti così succederà come in Italia dove i finanziamenti pubblici per la ricerca scientifica sono sono surclassati da quelli delle corporazioni private.
"Arte, sport, ricerca scientifica e studi sociali soffrono della mancanza di fondi e molta gente non si rende conto che tutto ciò va a scapito di studenti e lavoratori" sostiene Roberto. Significativa la presenza delle forze dell'ordine che hanno proibito ai dimostranti l'uso del megafono e hanno proceduto ad un arresto appena si sono scaldati gli animi. "Non c'è nessuno alla guida degli studenti, non ci sono movimenti politici alle spalle a sostenerci e neppure sindacati. Si tratta - assicura Roberto - di una pura e semplice protesta spontanea". "È un'azione coordinata su tutto il territorio nazionale - spiega un universitario - per sensibilizzare la gente sul problema dell'istruzione pubblica e all'Hunter College oggi abbiamo deciso di uscire dalle classi e scendere in strada. Prima qui al campus e più tardi andremo all'ufficio del governatore perché lo stato vuole tagliare 100 milioni al Cuny e aumentare la tuition nei college comunitari".
Un altro studente afferma che una moltitudine di miliardi di dollari viene spesa per le guerre e il bail out delle banche, mentre qui la gente ha a che fare con una crisi economica e dell'occupazione che non ha confronti.
Nel pomeriggio da diverse località sono convenuti midtown alcuni cortei di protesta che si sono ritrovati sotto le finestre el governatore, prima di prendere di nuovo la via di Madison Avenue verso la sede della Mta per protestare contro i tagli e licenziamenti in seno al servizio pubblico del trasporto e il minacciato ritiro delle tessere gratuite per gli studenti.
Una docente dell'Hunter College che sorregge un cartello di protesta con scritto "insegno" e preferisce restare nell'anonimato spiega l'azione di ieri. "Siamo qui a protestare perché si parla di notevoli tagli al bilancio decisi dallo stato per l'istruzione pubblica, da parte mia posso dire che le classi stanno diventando sempre più sovraffollate, mentre i docenti rischiano il posto, è tutta una serie di problemi che riguardano insegnanti e studenti".












