Sanità. Ultimatum di Obama sulla riforma
WASHINGTON. Sulla riforma sanitaria "il tempo è scaduto", è tempo che il Congresso si decida una volta per tutte a dire "o sì o no": in questi termini il presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, ha ribadito ieri via radio il suo ultimatum ai parlamentari americani sulla riforma sanitaria proposta dalla sua amministrazione. E' ormai trascorso un anno da quando è stata proposta, e nonostante tutti gli sforzi continuano ad esserci perplessità da parte di singoli parlamentari. Rivolgendosi direttamente all"american people', Obama nel suo consueto discorso radiofonico e via youtube del sabato ha detto che "il tempo è scaduto". . "Nonostante tutti i progressi e i miglioramenti che abbiamo fatto, i Repubblicani in Congresso ora insistono nel dire che l'unica via accettabile sulla riforma è ricominciare da zero - ha affermato il presidente -. Ma sapete una cosa? Le compagnie di assicurazione non cominciano da zero, anzi". Le assicurazioni, ha detto Obama, continuano "arbitrariamente e massicciamente" ad alzare i loro premi ("in alcuni casi anche del 60%" ha precisato), continuano a modificare i termini dei contratti facendo leva sulle cosiddette "condizioni (di salute, ndr) preesistenti", "e se noi non agiamo, continueranno a farlo".
Per questo secondo Obama è tempo che il Congresso si decida. "Ormai siamo a un passo dal traguardo. Mi appello al Congresso a finire il lavoro", perché il Congresso "deve al Paese un voto chiaro sulla riforma sanitaria: o su o giù".
Obama peraltro non ha indicato una data entro cui fissare il voto. Il presidente americano sarà lontano da Washington per due settimane nella seconda parte di marzo, per un viaggio in Indonesia e Australia.
Secondo alcune fonti del Congresso, citate dai media americani, non è escluso che la riforma possa quindi essere messa ai voti il 26 marzo, prima delle vacanze di Pasqua.












