Dal Mondo

Terremoto in Turchia. Rasi al suolo 6 villaggi: 51 morti

09-03-2010

ANKARA. Magnitudo 6 gradi Richter ma intensità quasi 10 se non di più. Questi gli impressionanti numeri del violento sisma che ha scosso ieri prima dell'alba la Turchia centro-orientale facendo 51 morti (e non 57 come riferito in precedenza per errore da fonti del governo) e circa 70 feriti. Ma sarebbe potuta essere una catastrofe, se l'area colpita dal terremoto fosse stata più densamente popolata.

Come spiegano i sismologi, due terremoti che si manifestano in due diversi luoghi del mondo con la medesima magnitudo possono non risultare della medesima intensità perché, chiaramente, le capanne di fango subiscono un sisma in modo diverso dalle case in cemento armato.

Ed è proprio quello che é successo la scorsa notte nella montagnosa provincia di Elzig, a quasi 600 km a est di Ankara. Nei sei villaggi colpiti - i più danneggiati Basyurt, Okcular, Yukari Demirci e Yucari Kanatli - infatti, a crollare sono state case tirate su con muri fatti di pietre oppure con mattoni di terra secca mista a paglia. Sistemi antichi, tipici delle zone rurali e più povere del Paese ma ancora in uso. In tre villaggi sono crollati anche i minareti delle piccole moschee locali.

La prima, più violenta scossa - registrata dall'Osservatorio di Kandilli ad Istanbul - è stata avvertita in piena notte, alle 4:32 (le 3:32 in Italia), ed è durata un interminabile minuto. L'epicentro è stato individuato a 5 km di profondità sotto il villaggio di Okcular, dove le vittime sono state 17.

"Il villaggio è stato completamente raso al suolo", ha detto alla Ntv il sindaco della località, Hasan Demirdag. "Qui è crollato tutto - ha dichiarato da parte sua il sindaco di Yukari Kanatli -. Non è rimasta pietra su pietra".

Ma la scossa è stata sentita distintamente anche nelle adiacenti provincie di Tunceli, Bingol e Diyarbakir. Anche qui la gente è uscita di corsa dalle case, in preda al panico, riversandosi nelle strade dove, poco dopo, i residenti hanno acceso grandi falò per difendersi dal gelo notturno.

Alla prima scossa ne sono seguite più di 50 di assestamento fra i 5.3 e i 5.5 gradi Richter ma il fenomeno, hanno detto gli esperti, proseguirà nei prossimi giorni. Anche per questo il premier Tayyip Erdogan, attribuendo il bilancio delle vittime proprio ai mattoni di fango usati per edificare le case, ha esortato la popolazione a non rientrare nelle abitazioni pericolanti ed ha promesso la costruzione di nuovi edifici antisismici nella zona.

Da parte sua, la Mezzaluna Rossa (l'equivalente della Croce Rossa) ha inviato sul posto 500 tende e generi alimentari mentre altre istituzioni pubbliche hanno provveduto a spedire 10 container di generi di soccorso, case prefabbricate e cucine da campo. Nella stessa zona lo scorso primo febbraio si registrò una scossa di magnitudo 4.7 gradi Richter ed il successivo 21 un'altra di 4.3 gradi che però non provocarono vittime né danni di rilievo. Ma la più rovinosa, di 6.4 gradi Richter, si registrò nel 2003 quando 83 studenti rimasero uccisi nel crollo di una scuola a Bingol, tragedia che anche quella volta venne addebitata al cattivo materiale usato per la costruzione.

Le scosse telluriche sono abbastanza frequenti in Turchia che é situata su un'importante faglia sismica.

Gli ultimi terremoti disastrosi in questo Paese sono avvenuti nell'agosto e nel novembre del 1999 ed hanno provocato circa 20 mila vittime.