Il grande ''no'' alla politica di Nicolas Sarkozy è arrivato
PARIGI. Temuto o invocato, il grande ''no'' alla politica di Nicolas Sarkozy e' arrivato come una valanga in questo primo turno di regionali, tradizionalmente ''punitivo'' per chi governa. Guida la Francia il rinato Partito socialista, unito dietro Martine Aubry, che si posiziona per le presidenziali del 2012. Ma e' l'astensionismo a stravincere e il fantasma di Jean-Marie Le Pen a riproporsi inaspettato.
Domina la sinistra in un elettorato che da' l'impressione di aver smobilitato ma che, al tempo stesso, sembra godere di uno straordinario dinamismo: soltanto nove mesi fa, alle europee, i socialisti reduci da una impressionante serie di rovesci elettorali, era ridotto al minimo storico del 16%, mortificato anche dal neonato Europe Ecologie di Daniel Cohn-Bendit, che lo aveva raggiunto al secondo posto. Accantonate per il momento le rivalita' interne che ne avevano minato l'esistenza, il maggior partito della gauche - riunito finalmente dietro una Martine Aubry dal nuovo piglio vincente - ha saputo riproporsi come alternativa e addirittura superare l'Ump di Sarkozy. Ora i socialisti sono il primo partito di Francia e soltanto un harakiri susseguente al trionfo dell'ex pretendente Segolene Royal nella sua regione rischia di riaprirne le ferite. Ma per il 2012, la grande corsa all'Eliseo e' gia' partita stasera, con un fronte delle sinistre unite che sfiora il 50. Altra conseguenza della disfatta governativa, e in questo caso inattesa, la resurrezione del Fronte nazionale, il partito xenofobo di estrema destra dell'ottantaduenne Jean-Marie Le Pen. E' arrivato al 12%, con punte del 20 nel sud, dopo il 6,34% che alle europee lo aveva fatto dichiarare, frettolosamente, defunto. L'erede del ''capo'', Marine Le Pen, e' piu' battagliera che mai e si lancia, anche lei, nella corsa del 2012. A penalizzare il partito di Sarkozy, che ha preso atto alcuni giorni fa della situazione dichiarando una ''pausa'' nella sua campagna di riforme per ''modernizzare'' la Francia, e' stata pero' senza dubbio un'astensione che non si era mai vista prima, oltre il 52%. Piu' di un elettore su due non ha esercitato il diritto alle urne, in un Paese che la crisi ha penalizzato sul piano occupazionale, delle risorse da dedicare ai servizi pubblici e delle prospettive per il futuro. ''Nulla e' ancora deciso'', ha detto Francois Fillon, uscendo dalla riunione straordinaria convocata all'Eliseo da Sarkozy, che ha ripetuto negli ultimi giorni di non voler procedere a rimpasti di governo ne' a tagli di teste eccellenti. Ma il sorpasso non c'era ancora stato e - in una settimana che si annuncia bollente per alleanze e voltafaccia, veleni e rese dei conti - tutto diventa possibile.
08-09-2010
06-09-2010
05-09-2010












