L'Aquila, le carriole tornano nel centro
L'AQUILA. Il popolo delle carriole torna al lavoro sotto la statua di Sallustio, cuore di un centro storico devastato dal sisma del 6 aprile 2009. Ad un mese esatto dalla prima mobilitazione in piazza, gli aquilani hanno tenuto fede anche oggi a quello che assomiglia sempre piu' ad un appuntamento fisso di ''ogni maledetta domenica'', proponendo stavolta una kermesse assortita di suoni, colori e immagini. Il tutto per rivendicare ancora una volta la voglia di riaprire al piu' presto il centro storico, ma anche di partecipare attivamente alle scelte sulla ricostruzione e alla rimozione delle macerie. Quelle stesse macerie accumulate in ogni angolo della zona rossa.
Cosi', per la terza domenica di fila, sono tornati gli scarriolanti a piazza Palazzo, per smistare inerti, coppi e materiale riciclabile, sotto la protezione della statua di Sallustio che gli aquilani ribattezzano ''San-Lustio'' il santo protettore della piazza. E qui sbuca a sorpresa tra le persone al lavoro tra le macerie il vescovo ausiliare della citta', mons. Giovanni D'Ercole, a dare anche lui man forte alla causa. Il vescovo prende la pala, iniziando a levare terriccio dal grande mucchio che si accumula sotto la statua. Tante, pero', le contestazioni da parte della gente riunita in piazza, che ha apostrofato il vescovo a suon di ''sei venuto per le telecamere, vuoi solo farti vedere''. Del resto, i comitati cittadini avevano scritto in settimana una lettera per scoraggiare qualsiasi tentativo di strumentalizzazione, soprattutto da parte di chi, anche in vista delle imminenti elezioni, inizia a vedere le carriole come ottimo veicolo di comunicazione. ''Va benissimo che il vescovo venga a darci una mano a spalare - commenta Federico Bologna del Comitato '3e32' - perche' non sarebbe giusto precludere a nessuno l'accesso alla manifestazione. Tuttavia - prosegue - abbiamo invitato i politici a tenersi fuori dalla manifestazione e spesso i vescovi, in questo periodo, sono piu' politici dei politici''. ''Quello che ci lascia perplessi - continua Bologna - e' l'atteggiamento della Curia aquilana per come e' stata gestita le questione della casa dello studente donata dalla Lombardia, ma anche per il fatto che i terreni sono stati espropriati a tutti tranne che alla Curia''. Le contestazioni non hanno affatto scoraggiato mons. D'Ercole che ha continuato a scavare, commentando poi: ''sono venuto per dare sostegno a questa gente, non per le telecamere. Comprendo le critiche e rabbia di queste persone e la loro voglia di portare avanti questa giusta causa''. Non solo carriole comunque, anche trattori, esibizioni, allestimenti di associazioni, trampoli e writers. E poi c'e' spazio a spunti e momenti di riflessione sulla gestione della ricostruzione post sisma, sull'inchiesta relativa al G8 della Maddalena, ma anche sull'evoluzione dell'inchiesta giudiziaria legata ai crolli, in relazione al ddl sul processo breve. In molti sono arrivati in centro con scritto sulle spalle ''fatto l'inganno trovata la legge''. Tutti frammenti di una mobilitazione di una citta' che settimana dopo settimana elegge piazza Duomo, la vecchia piazza del mercato, come quartier generale della rinascita.












