Il fatto

Barack Obama con il consigliere, David Axelrod

Israele-Usa: Axelrod, insulto che allontana la pace

15-03-2010

GERUSALEMME - Il premier israeliano Benyamin Netanyahu cerca invano di disinnescare la grave crisi con gli Stati Uniti che ancora oggi hanno definito ''un insulto che allontana la pace'' e ''un affronto'' il via libera - dato proprio alcuni giorni fa durante la visita del vicepresidente Usa, Joe Biden - ad un nuovo piano edilizio ebraico a Gerusalemme Est. L'annuncio degli israeliani aveva messo in grave imbarazzo Biden, arrivato in Israele con il dichiarato intento di far ripartire il processo di pace con l'Anp (Autorita' nazionale palestinese). E aveva mandato su tutte le furie i palestinesi. Davanti ai titoli allarmati e agli attacchi che gli ha rivolto oggi la stampa israeliana dopo la prima dura reazione, venerdi', del segretario di stato Usa Hillary Clinton, Netanyahu aprendo stamane la seduta del governo ha esortato ''alla calma e al sangue freddo'', ammettendo di nuovo che l'annuncio del piano edilizio durante la visita di Biden ''e' stato un incidente deplorevole e non intenzionale'', che ''ci ha danneggiato e sicuramente non avrebbe dovuto verificarsi''. La scorsa notte il governo aveva deciso la formazione di una commissione di alti funzionari, incluso un rappresentante dell' ufficio del premier, con il compito di stabilire procedure che impediscano il ripetersi di incidenti come quello che ha imbarazzato Biden e ha provocato la crisi con gli Usa. E' tuttavia piu' che improbabile che le misure annunciate possano soddisfare gli Stati Uniti, che lasciano intendere di volere il congelamento sine die di tutti i piani di espansione edilizia negli insediamenti in Cisgiordania e a Gerusalemme Est. I palestinesi infatti condizionato l'avvio dei negoziati di pace indiretti (proximity talks) con Israele, per i quali gli Usa si sono molto spesi, proprio al blocco delle edificazioni. Da Washington anche oggi hanno continuato a soffiare in direzione di Israele venti tempestosi. A ribadire che gli Usa si sentono insultati e' stato il piu' stretto consigliere del presidente Barack Obama, David Axelrod, secondo il quale l'annuncio del nuovo piano edilizio e' ''stato calcolato per indebolire'' la possibilita' di negoziare. Dal canto suo la Casa Bianca ha affermato che Israele ''sa cosa fare per correggere la situazione'' e si attende passi concreti. A questa dichiarazione sembra legato l'annuncio che in Israele sono state rinviate senza stabilire una nuova data le sedute delle commissioni distrettuali per l'edilizia alle quali compete approvare i diversi progetti a Gerusalemme e negli insediamenti. Inoltre il premier ha chiesto il rinvio della seduta del comitato centrale del Likud, in programma in settimana, che avrebbe dovuto discutere una mozione di ripresa delle costruzioni negli insediamenti in settembre, quando scadra' la moratoria decisa dal governo tre mesi fa. La crisi con gli Stati Uniti, unico vero alleato strategico di Israele, e' vissuta dunque nello Stato ebraico con grande preoccupazione, a giudicare dai vistosi titoli e dall'ampio spazio che i media locali dedicano alla vicenda, con duri attacchi a Netanyahu, che - si afferma - ''non ha la statura di un leader'' e da' pure segni di panico. In una vignetta Netanyahu appare dentro un pentolone in ebollizione mentre il presidente Obama rimescola l'acqua con un cucchiaio. Alcuni analisti sono poi del parere che gli Usa stiano sfruttando la crisi per impedire a Israele di attaccare l'Iran, facendo anche ventilare la minaccia di non fornire le armi chieste. Altri pensano che gli Usa stiano usando la crisi per provocare la spaccatura dell'attuale coalizione di governo e la formazione di un'altra piu' accomodante e assai meno condizionata dall'estrema destra.