Riforma sanità. La strategia di Nancy Pelosi
WASHINGTON. Per agevolare l'approvazione della riforma sanitaria, la Speaker della Camera dei Rappresentanti Usa, Nancy Pelosi, non esclude di sfruttare una insolita procedura parlamentare che evita un voto diretto sul provvedimento. L'ipotesi di sfruttare il cosiddetto meccanismo del "deem and pass", che prevede un voto complessivo su una serie di leggi approvate dal Senato, ma senza entrare nello specifico - scrive il Washington Post -, sta facendo infuriare l'opposizione repubblicana, secondo cui si tratterebbe di una mossa incostituzionale.
La Pelosi non ha ancora deciso, ma sarebbe orientata a sfruttare il complesso meccanismo in questione, già utilizzato in passato ma mai per un provvedimento di primo piano come la riforma sanitaria, con spese per 875 miliardi in 10 anni. L'idea del "deem and pass", come ha spiegato la stessa Pelosi a un gruppo di blogger, "mi piace perché i deputati non devono pronunciarsi sulla legge del Senato", proteggendo così chi è pronto a votare contro, come i cosiddetti "blue dogs" antitasse. O anche i più progressisti che appoggiano la cosiddetta "opzione pubblica" (con gli Stati in concorrenza con le assicurazioni private), abbandonata durante l'iter parlamentare.
Un voto al Congresso è atteso entro la fine della settimana, e il presidente Usa, Barack Obama, che ha ritardato di tre giorni la sua partenza per un viaggio in Oriente, si è detto sicuro di avere i 216 voti necessari per un sì della Camera. Poi, dopo la firma presidenziale, è prevista una cosiddetta procedura di concertazione, che richiede soltanto una maggioranza semplice al Senato e non la supermaggioranza, perduta a gennaio, di 60 seggi per evitare ostruzionismo da parte dell'opposizione. In realtà mancano alcuni voti per ottenere la maggioranza alla Camera e Obama sta moltiplicando gli incontri più o meno segreti con i deputati democratici più riluttanti. Secondo il numero tre dei Democratici alla Camera, James Clyburn, non è da escludere infine che il voto possa slittare e che i deputati debbano rinunciare alle vacanze per riunirsi alla vigilia di Pasqua, domenica 4 aprile.
Intanto, per gli americani con pochi mezzi è sempre più difficile trovare un medico o un dentista disposti a curarli. Tutta colpa dei tagli operati da molti Stati americani al Medicaid, il programma federale di assistenza medica per le persone più povere. Le parcelle percepite dai medici per ogni paziente che rientra in questo programma ormai coprono si è no i costi di una visita, problema che chiaramente rientra nella discussione politica sulla riforma sanitaria. In una lettera al Congresso dopo il meeting bipartisan di febbraio sulla riforma, il presidente Barack Obama ha scritto che i rimborsi del Medicaid dovranno aumentare se i democratici otterranno l'obiettivo di allargare il programma di assistenza governativo ai 15 milioni di americani che al momento si trovano senza alcuna assicurazione medica.
Mimi, la stagista del presidente Kennedy
07-02-2012












