La politica

Minzolini all'esame del CDA

17-03-2010

ROMA. Per il direttore del Tg1 Augusto Minzolini e per il commissario Agcom Giancarlo Innocenzi, indagati dalla procura di Trani rispettivamente per violazione del segreto istruttorio e per favoreggiamento, scatta l'ora dell'esame interno.

Il caso Minzolini sarà oggi sul tavolo del cda Rai, con i consiglieri del centrosinistra che hanno aperto ieri un altro fronte, quello delle nomine interne al Tg1 che farebbero ipotizzare una "campagna di ritorsione nei confronti dei giornalisti non 'omogenei' alla direzione". La posizione di Innocenzi sarà invece valutata domani dal Consiglio dell'Autorità. E in entrambi i casi si prennuncia battaglia. A quanto si apprende, il direttore generale della Rai Mauro Masi dovrebbe riferire oggi al cda la possibile linea dell'azienda sul caso Minzolini, che avrebbe rivelato i contenuti di un interrogatorio subito come testimone in merito all'inchiesta sulle carte di credito American Express.

Ma ieri i consiglieri Rai Nino Rizzo Nervo e Giorgio Van Straten, in una lettera al presidente Paolo Garimberti, hanno sollevato anche la questione delle recenti promozioni al Tg1: nel mirino, in particolare, la sostituzione del caporedattore centrale al Coordinamento Massimo De Strobel con il caposervizio Leonardo Sgura, diventato caporedattore centrale.

De Strobel, accusano i consiglieri, "non aveva firmato nei giorni scorsi un documento in favore del direttore di testata", sottoscritto invece da Sgura. Promossi anche Filippo Gaudenzi e Mario Prignano, che avevano entrambi "sottoscritto il documento pro-direttore". Se l'Usigrai parla di cose "inimmaginabili", il Tg1 si difende: "Nessuna ritorsione è in atto nei confronti di chicchessia, tanto più nei confronti di chi non ha firmato un documento che è frutto di una iniziativa condivisa da quasi cento redattori del Tg1 contro una presa di posizione del cdr ritenuta unilaterale e priva di indicazione assembleare" e "nessuna epurazione è in corso". Prende le parti di Minzolini anche il consigliere Antonio Verro: "E' vittima di questo assurdo e avvelenato clima politico preelettorale, colmo di fantasiosi teoremi e infondate illazioni". "E' lecito dissentire dai provvedimenti dei direttori, tuttavia è opportuno ribadire che il cda è l'unico luogo in cui riportare legittimamente le proprie critiche e argomentarle", aggiunge Verro, che oggi certo in consiglio non sarà il solo a sostenere tale posizione. Non si esclude, tuttavia, che si possa arrivare ad attivare un accertamento interno sulla vicenda Minzolini.

Altro punto in discussione sarà il caso Ruffini: Masi dovrebbe infatti presentare una proposta che sblocchi la situazione, dopo che l'ex direttore di Raitre ha fatto causa all'azienda per essere reintegrato. Domani si preannuncia una riunione accesa anche per il Consiglio dell'Agcom, al quale spetta valutare le eventuali violazioni del Codice etico da parte di Innocenzi.

Il centrosinistra punta a un accertamento rapido e rigoroso dei fatti; per il centrodestra non ci sarebbero, invece, elementi per aprire un procedimento a carico di Innocenzi, se non indiscrezioni di stampa. Certo è che le possibili contestazioni al commissario - che sarebbe stato contattato dal premier Silvio Berlusconi per fermare Annozero - investono direttamente il ruolo istituzionale dell'Autorità.

Un ruolo fatto di "indipendenza" e "lineare applicazione della legge", rivendicati come "stella polare" dal presidente, Corrado Calabrò, in risposta a una lettera aperta di alcuni dipendenti sui fatti di questi giorni legati all'inchiesta di Trani.