Lettera a me stesso. Il corvo e il calabrone
Enzo,
c'era proprio bisogno di scomodare Lorenz, il padre moderno dell'etologia, per studiare i comportamenti degli animali, fermo restando però il primato dell'uomo, autoproclamatosi "sapiens", e, quindi essere superiore?
La novità non consiste nella rivisitazione scientifica dell'emerito studioso, quanto nella scoperta del bluff, della truffa sulla considerazione gonfiata dell'uomo "signore della natura", seppure privo dei "titoli" necessari.
Perché questo tema alla vostra attenzione. Botta di caldo? No, di certo. Ritorno di attualità di Esopo, che, con le sue "favole", ripropone alla generale attenzione la superiore condotta degli esseri .. inferiori.
Gli animali, appunto.
E' stata ricordata in questi giorni la storia esopiana del corvo a cui offrirono per dissetarsi l'apparente impossibile: calici lunghi e stretti, con .. contorno, come decoro, di sassolini. Il corvo studiò per qualche istante la situazione e adottò la soluzione: prese col becco alcuni sassolini, li fece cadere nel calice, il liquido si alzò e all'uccello venne agevole prelevare l'acqua.
Senza ricorrere ai grandi animali e alle loro specialità (l'astuzia della volpe, la prudenza del lupo che non attacca se non costretto, la pazienza dell'elefante, il carisma naturale del leone, la vista della lince e così via), basta volgere l'attenzione ai più piccoli abitanti della libera fauna per scoprire l'istinto programmatico delle formiche, che non sono solo infaticabili, ma ordinate ed organiche; la simmetria perfetta delle api nel costruire alveari, provatamente eguali sino ai millimetri nelle minuscole "celle"; le varie tecniche di tanti piccoli uccelli nella difesa delle uova e nell'uso persino del concime come .. termosifone naturale; un campionario, in breve, di autentiche .. opere d'arte di quei disprezzati "esseri inferiori".
E il "sapiens" che fa?
Corrompe, inquina, inganna, uccide, saccheggia, così dimostrando che la sua "intelligenza superiore" è volta spesso al male, a produrre dolore, a inventare sempre più raffinate forme di violenza.
Nulla di nuovo, mi diresti, tirandomi la giacca. E no; vuol dire che non mi hai seguito con attenzione.
Il dibattito non intendo aprirlo io, ma, per come riferito, è cronaca, contestuale: la scoperta .. dell'antico. E non per moda, tra le tante.
Gli è perché gli uomini, accortisi del fallimento della specie, ricorrono alla malizia della "presa d'atto", sperando che i palati facili concludano ammettendo che solo l'intelligenza e non l'istinto sia capace di rilevare gli errori.
Con quali risultati? Si cancella per caso, la strategia del male, ammettendola come colpa? Quali rimedi? Perfezionare i mezzi di sterminio sino ad arrivare a quelli di massa? Sporcare l'innocenza dei bambini, commerciando anche sulle ecografie dei feti? Incendiare boschi, senza, purtroppo, restare intrappolati tra le fiamme? E così via lamentando.
Questo è il prodotto della "superiorità"?
Ecco la risposta "inferiore" della continuità della specie, con regole immutabili dai risultati positivi sorprendenti.
Quindi elogio di chi non parla ma agisce, e, quasi sempre, offre involontari inviti alla imitazione. Superbamente irrisi dai "superiori".
Tu più di tutti sai che da quel mondo arrivano fulminanti lezioni. Mi riferisco alla conclusione di un piccolo libro ("Memoria di un pubblico cittadino"), quando scrivo di quel calabrone "al quale molti professori stranieri, chiamati a consulto, spiegarono dottamente che avendo egli il corpo tozzo e pesante, e l'apertura d'ali breve, era condannato dalle leggi fisiche a non volare. Ma il calabrone non capiva le lingue e volò"...
Enzo
(enzo.trantino@alice.it)
*Catanese, avvocato e deputato al Parlamento per nove Legislature








