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Polonia. Precipita l'aereo del presidente. Con lui, morti altri 96 passeggeri

10-04-2010

Mentre era in volo per presenziare ieri a Katyn una cerimonia per l'anniversario dell'eccidio di oltre 22.000 ufficiali e soldati polacchi per mano dell'armata rossa di Stalin nel 1940, il presidente polacco Lech Kaczynski è morto nella sciagura aerea del suo Tupolev 154, schiantatosi mentre cercava di atterrare all'aeroporto di Smolensk, nella Russia occidentale. Nessuno dei 96 passeggeri a bordo si è salvato.

VARSAVIA. La maledizione di Katyn, ferita mai risanata nel lungo dopoguerra polacco, ha ucciso ancora, a 70 anni esatti da quegli eventi tragici che per decenni hanno alzato un muro invalicabile fra Russia e Polonia.

Proprio mentre era in volo per presenziare ieri a Katyn una cerimonia per l'anniversario dell'eccidio di oltre 22.000 ufficiali e soldati polacchi per mano dell'armata rossa di Stalin nel 1940, il presidente polacco Lech Kaczynski è morto nella sciagura aerea del suo Tupolev 154, schiantatosi mentre cercava di atterrare all'aeroporto di Smolensk, nella Russia occidentale. Nessuno dei 96 passeggeri a bordo si è salvato.

Assieme a Kaczynski sono morti la moglie Maria e i vertici dello Stato polacco: una intera classe politica e militare è stata falcidiata. La procura polacca ha annunciato l'apertura di un'indagine sull'incidente, il presidente russo Dmitri Medvedev ha nominato una commissione d'inchiesta sul disastro. E il premier russo Vladimir Putin, giunto sul luogo della sciagura - dove sono attesi anche il primo ministro polacco Donald Tusk e il fratello gemello del presidente, Jaroslaw - ha detto che "farà di tutto per chiarire al più presto la cause dell'incidente".

Per la nazione polacca, in quest'anno denso di commemorazioni storiche incluso l'anniversario dei 200 anni della nascita del suo sommo musicista Frederic Chopin, è una tragedia immane senza precedenti, che per intensità di emozioni e simbologia evocata sembra davvero stare in relazione fatale con quella di Katyn.

La Polonia è in lutto e piange unita i suoi morti, a dispetto di tutte le differenze politiche. Messaggi di cordoglio sono giunti da tutto il mondo, inclusa, fra i primi a reagire, Mosca. Incertezza ancora sugli sviluppi politici, con le presidenziali alle porte, e buio pesto ancora sulle origini e la dinamica del disastro. Al momento la pista più accreditata è quella di un errore umano. Il pilota del Tupolev 154, un vecchio aereo di fabbricazione sovietica di cui da tempo si discuteva se non fosse il caso di sostituirlo, pare abbia tentato diverse manovre di atterraggio con una visibilità fortemente compromessa dalla nebbia.

All'ultimo tentativo, avrebbe ripreso quota e toccato la cima di un albero, poi lo schianto.

A Katyn, quell'aprile del 1940, i soldati sovietici trucidarono l'orgoglio dell'esercito polacco: i militari furono portati nella selva di Katyn vicino Smolensk e massacrati, in spregio di tutte le convenzioni sui detenuti di guerra, uno dopo l'altro con un colpo alla nuca. Nella fossa della vergogna e dello scempio quei corpi senza nome sono rimasti per decenni.

A scoprirli furono i soldati di Hitler nel 1941, ma restarono lì al buio e nell'oblio per molti anni ancora. Mosca ha coperto per decenni la verità facendo credere,con la complicità del regime comunista polacco, che la colpa del massacro fosse dei nazisti. Solo nel 1990, quando la realtà storica era nota a tutti da tempo, Mikhail Gorbaciov ammise la responsabilità di Mosca. Anche il premier russo Putin, alla cerimonia che si è svolta a Katyn tre giorni fa, in presenza del primo minidtro polacco Tusk, ha riconosciuto la realtà storica, addossando però la colpa solo allo stalinismo.

Alla cerimonia commemorativa russo polacca del 7 aprile scorso, Kaczynski non era invitato: l'invito ufficiale di Putin era rivolto solo a Tusk, ma il presidente - conscio dell'enorme valenza emotiva presso i polacchi dell'evento, e probabilmente con un occhio anche alle presidenziali previste originariamente in Polonia per l'autunno - a Katyn voleva andarci a tutti i costi. La cancelleria presidenziale ha escogitato quindi lo stratagemma di una seconda 'commemorazione centrale' per i 70 anni di Katyn: quella di oggi, solo con la sola delegazione polacca, e senza russi. Quella che non si è mai svolta perché anticipata dallo schianto dell'aereo presidenziale con Kaczynski e gli altri a bordo.

La sciagura aerea di ieri rischia di allargare un fossato fra Russia e Polonia che in realtà non si è mai richiuso. Stretta nella morsa di due Stati giganti da cui si sente stritolata, fra l'incudine russa e il martello tedesco, anche 65 anni dopo la fine della seconda guerra mondiale e 20 dalla fine del comunismo e la svolta democratica, la Polonia, sia politicamente che emotivamente, stenta a ritrovare la fiducia verso i suoi temuti vicini.

E la doppia maledizione di Katyn, al di là di quello che diranno i risultati di tutte le indagini e di tutti i messaggi di cordoglio di Mosca, rischia di rianimare la montagna di diffidenza che da sempre Varsavia nutre verso la Russia.

 

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