Dall'Italia

Sindone. Boom di pellegrini per l'ostensione

10-04-2010

TORINO. I primi a mettersi in coda, dopo l'anteprima riservata alle autorità, sono stati due coniugi astigiani. Dietro di loro tanti italiani e stranieri: una coppia di giovani fidanzati, una famiglia inglese, marito e moglie libanesi. È boom di pellegrini, a Torino, per l'Ostensione della Sindone. Sono oltre 12 mila quelli che entro il primo giorno di pellegrinaggio, hanno posato gli occhi sulla celebre reliquia. E altri 45 mila ne sono previsti per oggi. Un fiume in piena, in viaggio verso il mistero del lenzuolo che secondo la tradizione ha avvolto il corpo di Gesù nel sepolcro.

"Siamo molto credenti, non potevamo mancare a questo appuntamento", spiega Luciano Verri Saglietta, 65 anni di Nizza Monferrato, che con la moglie Rosalinda ha varcato per primo l'ingresso della cittadella della Sindone. Due passi attraverso i Giardini Reali, il passaggio lungo la Manica Nuova di Palazzo Reale poi l'ingresso nel Duomo di San Giovanni e l'incontro con il sacro lino che raffigura un uomo flagellato e crocifisso. La sosta è breve, dai 3 ai 5 minuti, ma sufficiente per farsi prendere dall'emozione.

"È impressionante, grazie Italia", si lascia andare una coppia di libanesi che parla un inglese stentato. "È una cosa soprannaturale", aggiunge Augusta, 70 anni compiuti e alle spalle altre cinque Ostensioni, da quella del 1969 all'ultima del Giubileo del 2000. "Io non sono un'esperta e ho solo la quinta elementare - racconta accompagnata dalla figlia - ma per me è autentica". E per rafforzare questa certezza tornerà altre due volte. "Mi sono prenotata anche questa sera - dice entusiasta - e nei prossimi giorni ci porterò pure mio marito".

Il tema scelto per l'Ostensione, ‘Passio Christi, Passio hominis', mette in relazione la passione del Signore con le sofferenze umane di tutti i giorni. E allora ecco spuntare tra i primi pellegrini anche la mamma e il fratello di Francesco Alighieri, uno dei due poliziotti morti un anno e mezzo fa nel casertano, in un incidente stradale, mentre inseguivano un auto sospetta. Il loro è un pellegrinaggio di preghiera, un viaggio di fede e di speranza. Come quella che l'arcivescovo di Torino, cardinale Severino Poletto, ha riposto in mattinata nelle autorità che hanno visitato in anteprima la Sindone.

Politici e grandi manager, tra cui il presidente e l'amministratore delegato del Gruppo Fiat, Luca Cordero di Montezemolo e Sergio Marchionne. "Lavorate al servizio del bene comune e ricordatevi dei problemi del mondo del lavoro", è stato l'appello del porporato. Che non sembra essere caduto nel vuoto. "Collaboreremo", è la promessa del neo presidente della Regione Piemonte, il leghista Roberto Cota. D'accordo con lui i vertici di Provincia e Comune di Torino, il presidente Antonio Saitta e il sindaco Sergio Chiamparino. Perché la Sindone è "uno stimolo potente alla riflessione - sostengono - un grande mistero che supera le differenze".

 

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