Dall'Italia

La cripta progettata da Renzo Piano

Padre Pio va in chiesa. Domani la traslazione

17-04-2010

SAN GIOVANNI ROTONDO (Foggia). Dalla sera del 26 settembre 1968, quando il corpo venne tumulato, i resti di san Pio da Pietrelcina non hanno mai lasciato la cripta inferiore del santuario di Santa Maria delle Grazie, neppure quando sono stati sottoposti a trattamenti per consentire l'ostensione delle spoglie, dal 24 aprile 2008 al 23 settembre 2009. Domani anche questa prerogativa cadrà, perché il sarcofago con le reliquie di San Pio lascerà il santuario, nel quale il frate con le stimmate trascorse gran parte della sua vita e morì, per essere traslato nella cripta inferiore dell'adiacente chiesa nuova realizzata anni fa dall'architetto Renzo Piano.

Non è una data casuale quella del 19 aprile: esattamente cinque anni fa venne eletto papa Benedetto XVI, che il 21 giugno 2009 benedisse quella cripta; e il 19 aprile prossimo si aprirà il 126/o capitolo provinciale dei frati Cappuccini.

Così come non è la prima volta che le spoglie di santi vengono traslate dal luogo della prima tumulazione. È accaduto per simboli illustri della santità e pontefici, da san Francesco d'Assisi a san'Antonio da Padova, da san Giovanni Bosco a papa Giovanni XXIII. E anche nel caso di san Pio, spiegano sul loro sito Internet i frati minori Cappuccini della provincia di Foggia, la traslazione ha varie motivazioni.

C'é una chiesa dedicata al santo, come per san Francesco e sant'Antonio. E poi la nuova cripta ha una superficie di 500 metri quadrati, quasi il doppio di quella del santuario e quindi in grado di accogliere meglio le migliaia di pellegrini che ogni giorno si riversano da tutto il mondo a San Giovanni Rotondo. Infine la nuova cripta, aggiungono i frati, è diventata "uno splendore di arte che parla allo spirito con il linguaggio della teologia", grazie ai mosaici di tessere di terracotta rivestite di foglia d'oro realizzati da padre Marco Ivan Rupnik che illustrano la vita di Gesù ma ripercorrono anche, lungo le rampe di accesso, le vite parallele di san Francesco d'Assisi e san Pio da Pietrelcina.

Ciò nonostante, resta una traslazione segnata anche da qualche polemica, quella aperta dal presidente dell'associazione ‘Pro padre Pio - l'uomo della sofferenzà, l'avvocato Francesco Traversi, che ha chiesto a papa Benedetto XVI e all'arcivescovo di Manfredonia-Vieste-San Giovanni Rotondo, mons.Michele Castoro, di impedire la traslazione, così come aveva chiesto inutilmente di impedire la riesumazione del corpo del frate cappuccino.

Sul piano del diritto canonico, la traslazione del sarcofago con le reliquie di san Pio ha ricevuto tutti i crismi. La decisione è stata autorizzata con rescritto dalla Congregazione per le cause dei santi. La traslazione, ha aggiunto mons.Castoro, avverrà nel "rispetto del tradizionale culto delle reliquie che ha caratterizzato la devozione dei fedeli fin dai primi secoli della storia della Chiesa e delle norme canoniche".

La cerimonia inizierà alle 16,30, preceduta dai Vespri. L'urna con le reliquie di san Pio lascerà il santuario e verrà portata in processione sino alla chiesa nuova. Qui l'urna sosterrà per una quindicina di minuti nella cripta superiore per consentirne la venerazione ai fedeli, poi verrà trasferita nella cripta inferiore e collocata nell'urna centrale, sua sede definitiva, per la celebrazione eucaristica, che i fedeli potranno seguire attraverso maxi-schermi. Conclusa la celebrazione, le porte della nuova cripta saranno spalancate ufficialmente per riprendere quella venerazione per il frate con le stimmate che da decenni fa il giro del mondo.

 

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