Dagli USA

Obama bloccato dalla nube. Annullata la presenza ai funerali del presidente polacco Lech Kaczynski

17-04-2010

NEW YORK. Tutta colpa di Eyjafjallajokull, il vulcano islandese dal nome impronunciabile: la nuvola di cenere che si stende sull'Europa ha lasciato a terra il presidente degli Stati Uniti Barack Obama e il principe Carlo di Inghilterra.

Sia Obama che Carlo, e con loro la cancelliera tedesca Angela Merkel, hanno dato forfait ai funerali oggi a Cracovia del presidente polacco Lech Kaczynski. Per la Merkel, che rientrava da Washington, il rientro a Berlino si è trasformato in una vera e propria odissea via Roma e Bolzano con tanto di viaggio in pullman e foratura di una gomma sull'Autostrada del Sole. Obama sarebbe dovuto partire ieri sera da Washington ma il volo transatlantico è stato giudicato troppo pericoloso anche per l'Air Force One.

Davanti alla forza della Natura i potenti della Terra hanno dovuto chinare il capo come i comuni mortali costretti ai bivacchi di giorni negli aeroporti: il terminal 4 di JFK venerdì notte sembrava una tendopoli.

Con i jet è rimasto a terra anche il jet set. Celebrità, cineasti, musicisti, sportivi, ricchi e famosi hanno dovuto rinunciare ai viaggi o si sono dovuti arrangiare per raggiungere le loro destinazioni. Liam Gallagher, il cantante degli Oasis, era in vacanza con la famiglia ed è rimasto bloccato in Florida, su tutte le furie per non poter tornare in Gran Bretagna in tempo per il derby tra Manchester e City.

Amy Gillan, giovanissima attrice scozzese del popolare serial della Bbc Doctor Who, si è ritrovata fuori programma ferma a Los Angeles e così il regista del documentario francese Oceans e i suoi produttori, ‘prigionieri' a Hollywood dopo la prima americana. Dopo John Cleese l'ex Monty Python che venerdì ha girato mezza Europa in taxi, la cantante Whitney Houston, in tourneé in Europa, ha dovuto rinunciare a volare in prima classe e si è ridotta a imbarcarsi su un traghetto per rispettare gli impegni di una performance a Dublino.

In crisi il mondo della musica classica e leggera: a New York è entrata in crisi la celebre sala di concerti di Carnegie Hall dove ieri era in programma un concerto dei nove messi in cantiere in onore del compositore olandese Louis Andriessen. Ma il pianista Gerard Bouwhuis che doveva salire sul palcoscenico è rimasto bloccato a Amsterdam, mentre The Bang on a Can of Stars che avrebbero dovuto dare la prima americana dell'opera di Andriessen ‘Life ‘non sono riusciti a partire dalla Germania. E sempre in campo musicale, ha sofferto per la nuvola di Eyjafjallajokull la mezzo-soprano Anne Sofie von Otter, che non è potuta partire da Stoccolma per le prove della ‘Lulu' di Berg alla Metropolitan Opera di New York in cui doveva cantare nel ruolo della Contessa Gershwitz.

Sulla West Coast è entrato in crisi il festival di Coachella che questo week end raduna 75mila fan: la band inglese dei Cribs ha dato forfait "per ceneri".

Mentre, senza troppo successo pratico, l'eruzione del vulcano ha provocato un aumento verticale delle richieste di aerei privati in affitto (300 volte in più sulla norma secondo PrivateFly.com), il New York Post si è esercitato ieri a censire i ricchi rimasti bloccati: qualche testa coronata, tra cui i nobili che intendevano recarsi a Belgrado dove i principi Alessandro e Caterina di Serbia stanno organizzando al festa a Palazzo Reale per i 70 anni di Ira Furstenberg.

 

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