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Incidente aereo di Smolensk. A Cracovia i funerali delle 96 vittime

17-04-2010

VARSAVIA. Dopo una settimana di lutto e unità nazionale, 100.000 polacchi si sono radunati ieri in Piazza Pilsudski a Varsavia per commemorare le 96 vittime della sciagura aerea di Smolensk. Oggi, a Cracovia, si terranno i funerali della coppia ma le ceneri del vulcano islandese mettono a rischio l'arrivo delle delegazioni dall'estero. Sono cominciate ad arrivare le prime disdette a partire da quelle del presidente Obama, seguite dalla rinuncia della cancelliera tedesca Angela Merkel, già provata dall'odissea del rientro dagli Stati Uniti dove aveva partecipato al summit nucleare. In precedenza eranno già arrivate le disdette di otto paesi asiatici e del presidente macedone.

Da venerdì, a causa della nube dall'Islanda, gran parte degli aeroporti nel nord e centro Europa sono chiusi, Polonia inclusa. Circa 100 stati avevano dato la loro adesione ai funerali. Probabile che molti leader finiranno per affidarsi alle loro rappresentanze diplomatiche permanenti, seguendo l'esempio di Obama. Gli esperti stanno comunque studiando alternative per consentire l'arrivo dei leader. Fra queste si ipotizza anche l'uso di elicotteri (che volano più bassi degli aerei).

Il funerale dei Kaczynski si terrà nella basilica di Nostra Signora, in presenza degli ospiti stranieri. Dopo la messa e i discorsi il corteo, senza ospiti, si sposterà a piedi nella cattedrale di Wawel, dove vicino ai Re polacchi saranno sepolti Kaczynski e la moglie. Ieri mattina, nella grande piazza di Varsavia si sono raccolte circa 100.000 persone, secondo dati delle autorità. Ieri sera le salme dei Kaczynski sono state trasportate nella cattedrale di San Giovanni nella città vecchia. Alle 08:50 in punto, l'ora della sciagura, sono risuonate in tutta la Polonia sirene e campane. Alla cerimonia erano presenti in prima fila il fratello gemello del presidente, l'ex premier Jaroslaw, e la figlia dei Kaczynski, Marta, che ha seguito composta dietro grossi occhiali neri la commemorazione. Jaroslaw, su cui si specula se si candiderà al posto del fratello morto alle presidenziali anticipate a giugno, ha fatto un ingresso molto deciso e marziale nella piazza.

L'ex presidente Lech Walesa (1990-95) in un'intervista al settimanale tedesco Focus ha detto peraltro di essere pronto a candidarsi di nuovo "se la patria ha bisogno d me".  Una sua eventuale candidatura non sembra però molto credibile. All'inizio tre salve sono state sparate alla memoria delle 96 vittime che quel 10 aprile stavano andando alla commemorazione dell'eccidio di Katyn.

In un discorso il premier Donald Tusk ha parlato della "più grande tragedia polacca del dopoguerra" e auspicato che prosegua il senso di unità ritrovato. Anche il presidente del Sejm, il parlamento, Bronislaw Komorowski ha sottolineato che nella "catastrofe" il Paese si è unito. Papa Benedetto XVI, in un messaggio letto dal nunzio Jozef Kowalczyk, ha espresso la sua solidarietà e donato ai parenti delle vittime un rosario con il suo stemma. Per tutta la settimana di lutto nazionale si stima che milioni di polacchi siano scesi in strada a testimoniare il loro dolore. Montagne di fiori e un mare di lumini hanno trasformato la capitale in un santuario. Bandiere polacche e le foto delle vittime ovunque: solo nella camera ardente al Palazzo presidenziale 180.000 persone hanno dato l'ultimo saluto alle bare di Kaczynski e della moglie, facendo file anche di 18 ore per entrare.

 

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