Dal Mondo

Mahmoud Ahmadinejad

Conferenza internazionale a Teheran per il disarmo. "Gli USA sono i soli criminali nucleari"

17-04-2010

ROMA. Sotto la minaccia di nuove sanzioni per il suo programma nucleare, è passato ieri alla controffensiva in una conferenza internazionale a Teheran, negando di volere costruire ordigni atomici, accusando gli Stati Uniti di essere "i soli criminali nucleari" e chiedendo la sospensione dall'Agenzia internazionale per l'energia atomica (Aiea) di tutti i Paesi in possesso di armi atomiche.  L'iniziativa è una risposta ad un vertice sulla sicurezza nucleare svoltasi a Washington il 12 e 13 aprile, durante la quale il presidente Barack Obama ha fatto pressioni per la rapida approvazione di sanzioni contro la Repubblica islamica in una serie di incontri bilaterali con altri leader mondiali.

La conferenza di Teheran, secondo gli organi ufficiali iraniani, vede la partecipazione dei Ministri degli Esteri di otto Paesi, tra i quali l'Iraq, la Siria e il Libano, e di vice ministri di alcuni altri Paesi, tra i quali la Russia. La Cina é presente con un assistente speciale del capo della diplomazia. Nessun Paese europeo è presente all'iniziativa. Tra i partecipanti non governativi, l'ex ministro degli Esteri italiano Gianni De Michelis, presidente dell'Ipalmo, l'Istituto per le relazioni tra i Paesi dell'Africa, America Latina, Medio Oriente ed Estremo Oriente. "Il solo criminale nucleare del mondo ora afferma falsamente di essere impegnato a combattere la proliferazione di armi nucleari, ma non ha intrapreso né intraprenderà mai alcuna seria azione in questo senso", ha affermato la Guida suprema iraniana, ayatollah Ali Khamenei, riferendosi agli Usa, in un messaggio ai partecipanti. E, dopo avere riaffermato che per l'Iran il possesso di armi nuclari è considerato ‘haram', cioé vietato dalla religione islamica, Khamenei ha aggiunto: "Se la campagna degli Usa non fosse falsa, potrebbe il regime sionista (Israele, ndr) rifiutare le regole della comunità internazionale, specialmente il regime di non proliferazione?". Alle parole della Guida iraniana hanno fatto eco quelle del ministro degli Esteri siriano, Walid al-Muallem, che ha definito come "la più grande minaccia per il Medio Oriente" l'arsenale nucleare di Israele, sul quale lo Stato ebraico mantiene la politica della cosiddetta ‘ambiguità deliberata", senza confermare né smentire. Il presidente iraniano Mahmud Ahmadinejad ha da parte sua proposto la creazione di "un organo internazionale indipendente, sotto l'egida dell'Onu, che pianifichi e sovrintenda al disarmo e alla non proliferazione nucleare" una "revisione equa" del Trattato di non proliferazione (Tnp) e la "sospensione dall'Aiea di tutti i Paesi che possiedono e minacciano l'uso di armi atomiche". Un riferimento alla nuova dottrina in materia illustrata recentemente dagli Usa che non esclude, in casi estremi, l'uso di armi nucleari contro l'Iran.

"Queste minacce sono come una voce che si leva da un cadavere", ha affermato il generale Mohammad Reza Naqdi, comandante delle milizie dei volontari islamici Basiji.

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